a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Emilia Romagna, Parma, Sezione I, 5 settembre 2016


L’ordinanza di rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi può essere adottata dai dirigenti comunali? Cosa accade nel caso di Unione di Comuni?

SENTENZA N. 255

Visto l'art. 192 del codice dell'ambiente, ove dispone che: "L'abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo sono vietati. E' altresì vietata l'immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali e sotterranee. Fatta salva l'applicazione della sanzioni di cui agli articoli 255 e 256, chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è tenuto a procedere alla rimozione, all'avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull'area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo. Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all'esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate”; Visto l’art. 107, comma 4, T.U. enti locali ove precisa che “le attribuzioni dei dirigenti, in applicazione del principio di cui all’art. 1, co. 4, possono essere derogate soltanto espressamente e ad opera di specifiche disposizioni legislative”, ciò che è avvenuto a seguito dell’entrata in vigore del citato art. 192, c. 3; Atteso che, alla luce delle disposizioni sopra richiamate e conformemente alla giurisprudenza maggioritaria, condivisa dal Collegio, sebbene l'art. 107 d. lg. n. 267/2000 attribuisca l'attività di gestione ai dirigenti, compete al sindaco l'emanazione dell'ordinanza di rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi, in virtù del carattere di specialità riconosciuto all'art. 192 d. lg. n. 152/2006, da cui la stessa è disciplinata" (C.S., Sez. V, 29.8.2012, n. 4635; Sez. V, 12.6.2009, n. 3765; Sez. V, 10.3.2009, n. 1296, Sez. V 25.8.2008, n. 4061, T.A.R. Lazio, Sez. II, 1.2.2013 n. 1142; T.A.R. Campania, Salerno, Sez. I, 17.9.2012 n. 1644; T.A.R. Lombardia, Brescia, Sez. I, 9.6.2011, n. 867- T. A. R. Emilia Romagna - Bologna - Sez. II, 26 gennaio 2011, n. 61- Consiglio Stato - Sez. V, 25 agosto 2008, n. 4061); Ritenuto, inoltre, che anche in caso di Unione di Comuni, deve ritenersi che i Sindaci mantengano le competenze loro attribuite dalla norma speciale, dal momento che dette Unioni operano l’unificazione a livello degli uffici ovvero degli organi di gestione amministrativa o tecnica-operativa, ma non determinano alcun trasferimento di poteri degli organi di indirizzo politico (v. art. 32 d. lg. n. 267/2000).

FATTO E DIRITTO

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Unione Bassa Est Parmense;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 30 agosto 2016 il cons. Anna Maria Verlengia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Ritenuto il ricorso ammissibile, atteso che il provvedimento impugnato risulta adottato a seguito di nuova istruttoria e non si tratta pertanto di atto meramente confermativo con conseguente superamento della precedente ordinanza n. 78 del 2015;
Considerato, infatti, che l’avere sospeso l’esecutorietà dell’ordinanza da ultimo richiamata, l’avere convocato apposita conferenza di servizi con ARPAE e Provincia di Parma integra il rinnovamento dell’istruttoria incompatibile con la qualificazione dell’atto finale quale atto meramente confermativo;
Visto l'art. 192 del codice dell'ambiente, ove dispone che:
1. "L'abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo sono vietati.
2. E' altresì vietata l'immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali e sotterranee.
3. Fatta salva l'applicazione della sanzioni di cui agli articoli 255 e 256, chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è tenuto a procedere alla rimozione, all'avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull'area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo. Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all'esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate”;
Visto l’art. 107, comma 4, T.U. enti locali ove precisa che “le attribuzioni dei dirigenti, in applicazione del principio di cui all’art. 1, co. 4, possono essere derogate soltanto espressamente e ad opera di specifiche disposizioni legislative”, ciò che è avvenuto a seguito dell’entrata in vigore del citato art. 192, c. 3;
Atteso che, alla luce delle disposizioni sopra richiamate e conformemente alla giurisprudenza maggioritaria, condivisa dal Collegio, sebbene l'art. 107 d. lg. n. 267/2000 attribuisca l'attività di gestione ai dirigenti, compete al sindaco l'emanazione dell'ordinanza di rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi, in virtù del carattere di specialità riconosciuto all'art. 192 d. lg. n. 152/2006, da cui la stessa è disciplinata" (C.S., Sez. V, 29.8.2012, n. 4635; Sez. V, 12.6.2009, n. 3765; Sez. V, 10.3.2009, n. 1296, Sez. V 25.8.2008, n. 4061, T.A.R. Lazio, Sez. II, 1.2.2013 n. 1142; T.A.R. Campania, Salerno, Sez. I, 17.9.2012 n. 1644; T.A.R. Lombardia, Brescia, Sez. I, 9.6.2011, n. 867- T. A. R. Emilia Romagna - Bologna - Sez. II, 26 gennaio 2011, n. 61- Consiglio Stato - Sez. V, 25 agosto 2008, n. 4061);
Ritenuto, inoltre, che anche in caso di Unione di Comuni, deve ritenersi che i Sindaci mantengano le competenze loro attribuite dalla norma speciale, dal momento che dette Unioni operano l’unificazione a livello degli uffici ovvero degli organi di gestione amministrativa o tecnica-operativa, ma non determinano alcun trasferimento di poteri degli organi di indirizzo politico (v. art. 32 d. lg. n. 267/2000);
Considerando, pertanto, fondata l’assorbente censura di incompetenza con conseguente annullamento del provvedimento impugnato e rimessione all’organo competente per gli ulteriori provvedimenti;
Ritenuto di dovere compensare le spese di giudizio in considerazione della non univocità dell’orientamento della giurisprudenza sulla questione trattata;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna sezione staccata di Parma (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, lo annulla per vizio di incompetenza, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione intimata.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Parma nella camera di consiglio del giorno 30 agosto 2016 con l'intervento dei magistrati:
Sergio Conti, Presidente
Anna Maria Verlengia, Consigliere, Estensore
Marco Poppi, Consigliere




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