a cura del Dott. Francesco Barchielli



Forum. Oneri concessori, volumi tecnici e porticato


Sulla costruzione di volumi tecnici di un fabbricato civile, sulla realizzazione di un porticato e sulla debenza o meno degli oneri di urbanizzazione

QUESITO FORMULATO SU
forum.urbanisticatoscana.it


La costruzione di pertinenze di un fabbricato civile, nello specifico, locale ricomprendente volumi tecnici per caldaia a biomassa, trattamento e distribuzione acque, accumulo acqua calda proveniente da pannelli solari, nonchè porticato ricomprendente locale forno e caminetto, sono soggetti alla corresponsione degli oneri di urbanizzazione?

RISPOSTA


Per rispondere al quesito occorre dististinguere tra la realizzazione di volumi tecnici e l''edificazione di nuove volumetrie non riconducibili al concetto di pertinenza.

Volumi tecnici
Per i volumi tecnici trova infatti applicazione l''art. 79, comma 2, lett. d) della legge regionale toscana n. 1 del 2005, trattandosi di "addizioni funzionali di nuovi elementi agli organismi edilizi esistenti, che non configurino nuovi organismi edilizi, ivi comprese le pertinenze; non sono computate ai fini dell’applicazione degli indici di fabbricabilità fondiaria e territoriale le addizioni con le quali si realizzino i servizi igienici, i volumi tecnici".

Trattandosi di interventi riconducibili alla ristrutturazione edilizia che comunque non formano superficie utile, ai sensi degli artt. 119 e 120 della legge n. 1 del 2005, non sono dovuti gli oneri di urbanizzazione.

Neppure è dovuto il contributo di costruzione, poiché l''art. 124 della legge regionale lo esonera espressamente "c) per le modifiche interne necessarie per migliorare le condizioni igieniche delle abitazioni, nonché per la realizzazione dei volumi tecnici che si rendano indispensabili a seguito della installazione di impianti tecnologici necessari per le esigenze delle abitazioni".

Volumi che non costituiscono pertinenza
La realizzazione di porticati, per pacifica giurisprudenza, non è riconducibile al concetto di "pertinenza", che nel diritto amministrativo assume una portata molto più ristretta di quanto non sia invece previsto dal codice civile.

La giurisprudenza si è quindi espressa nel senso di ritenere necessario il permesso di costruire per la realizzazione di un porticato: "In ordine alla necessità di concessione edilizia per la realizzazione di un loggiato o portico si richiama la giurisprudenza sussistente in materia, TAR Piemonte n. 649 del 7.5.2003 e n. 296 del 14.2.2001, TAR Sicilia n. 2697 del 12.11.2003; TAR Toscana n. 1381 del 20.9.2001; TAR Campania n. 5231 del 5.12.2001" (T.A.R. Sardegna, Sezione II, 14 aprile 2006 - http://www.urbanisticatoscana.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1932).

Da ciò consegue, chiaramente, l''assoggettabilità di tale categoria di opere al pagamento degli oneri di urbanizzazione ed al costo di costruizione.

In questo senso si è del resto espressa la giurisprudenza, secondo cui "Poiché l’art. 9 della legge n. 10 del 1977 assoggetta a concessione gratuita soltanto le modifiche interne necessarie per migliorare le condizioni igieniche e statiche delle abitazioni, nonché per realizzare volumi tecnici, tutti gli altri mutamenti interni, se rivolti a realizzare opere e risultati diversi (e quindi un maggior carico urbanistico) dal miglioramento igienico e statico dell’edificio richiedono il rilascio della concessione edilizia a titolo oneroso (cfr. C.d.S., V, 2.11.98,n.1557; cfr. anche T.AR. Marche 12.2.98, n. 250, secondo cui la gratuità della concessione ex lettera d) dell’art. 9 della legge n. 10/1977 presuppone la permanenza della destinazione d’uso degli edifici oggetto degli interventi ivi previsti" (T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Bis, 17 gennaio 2007 - http://www.urbanisticatoscana.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1932)

Dott. Francesco Barchielli


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