a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Quater, 4 giugno 2010


Sulla presentazione dell’istanza ex art. 36 d.p.r. n. 380/01 in epoca successiva all’adozione del provvedimento di demolizione

SENTENZA N. 15346

La presentazione dell’istanza ex art. 36 d.p.r. n. 380/01 in epoca successiva all’adozione del provvedimento di demolizione non influisce sull’efficacia di tale ultimo atto non rinvenendosi alcun supporto normativo a favore di tale opzione ermeneutica (TAR Campania – Napoli n. 8699/09), ferma restando l’ineseguibilità della demolizione nell’ipotesi di rilascio del permesso di costruire in sanatoria.

FATTO E DIRITTO

Rilevato, in fatto, che i ricorrenti impugnano il provvedimento n. 6 del 13/01/10 con cui il Comune di Lanuvio ha ordinato la demolizione delle opere ivi indicate e consistenti nella realizzazione della sopraelevazione di un immobile con la costruzione di un nuovo piano adibito a civile abitazione ed avente dimensioni di mt. 11,70 x 7,60 ed altezza di circa mt. 2,90;
Considerato, in diritto, che il ricorso è infondato e deve essere respinto;
Considerato che con la prima censura i ricorrenti prospettano la violazione e falsa applicazione della l.r. n. 21/09 in quanto le opere in concreto realizzate rientrebbero nell’ambito degli interventi assentibili in base alla normativa in esame;
Ritenuta l’infondatezza del motivo in questione atteso che l’applicazione degli incrementi volumetrici previsti dalla legge regionale n. 21/2009 presuppone il previo conseguimento del titolo abilitativo edilizio come si evince dal testo degli articoli 3 e 4 della legge ove, rispettivamente per gli interventi di ampliamento e di sostituzione edilizia mediante demolizione e ricostruzione, si richiede la “previa acquisizione del titolo abilitativo di cui all’articolo 6” che, da parte sua, consente gli interventi solo “previa” denuncia d’inizio di attività o permesso di costruire;
Considerato, pertanto, che l’incontestata assenza di un titolo edilizio abilitativo preesistente alla realizzazione dell’opera comporta l’inapplicabilità alla fattispecie della l.r. n. 21/09;
Considerato che con la seconda censura i ricorrenti prospettano l’illegittimità dell’ordine di demolizione che sarebbe stato adottato senza alcuna valutazione circa il pericolo derivante dall’esecuzione della misura repressiva per la parte preesistente del fabbricato;
Ritenuto infondato il motivo in esame in quanto, a prescindere dall’assoluta genericità del pericolo prospettato, in ogni caso la demolizione dell’opera è stata nella fattispecie irrogata dall’amministrazione sulla base dell’art. 15 l.r. n. 15/2008 che disciplina le ipotesi di opere realizzate in assenza o in difformità totale del permesso di costruire o della denuncia d’inizio di attività prevista dall’art. 22 comma 3° d.p.r. n. 380/01 e che non subordina, in alcun modo, l’esecuzione della sanzione all’assenza di pericolo per la parte del manufatto preesistente al contrario del successivo art. 16 l.r. n. 15/08 non applicabile alla fattispecie;
Ritenuta, infine, infondata la terza censura con cui viene dedotta l’illegittimità dell’atto impugnato in relazione all’istanza di sanatoria ex art. 36 d.p.r. n. 380/01 presentata il 25 marzo 2010 e, quindi, in epoca successiva rispetto alla data in cui è stata emessa l’ordinanza di demolizione;
Considerato, infatti, che la presentazione dell’istanza ex art. 36 d.p.r. n. 380/01 in epoca successiva all’adozione del provvedimento di demolizione non influisce sull’efficacia di tale ultimo atto non rinvenendosi alcun supporto normativo a favore di tale opzione ermeneutica (TAR Campania – Napoli n. 8699/09), ferma restando l’ineseguibilità della demolizione nell’ipotesi di rilascio del permesso di costruire in sanatoria;
Considerato che per questi motivi il ricorso è infondato e deve essere respinto;
Considerato che nessuna statuizione deve essere emessa in relazione alle spese processuali stante la mancata costituzione dell’ente intimato;

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale Del Lazio – Sede di Roma, Sezione I Quater, definendo il giudizio con sentenza emessa ai sensi degli artt. 21 comma 10° e 26 comma 4° L. n. 1034/71:
1) respinge il ricorso;
2) dichiara non luogo a provvedere in relazione alle spese processuali.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall''autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del giorno 20 maggio 2010 con l''intervento dei Magistrati:
Pio Guerrieri, Presidente
Rita Tricarico, Consigliere
Michelangelo Francavilla, Primo Referendario, Estensore


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