a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, 20 settembre 2010


L''entità del contributo dovuto per oneri concessori va individuato nel momento in cui viene rilasciata la concessione edilizia, poiché il costo da considerare ai fini della commisurazione dei relativi oneri non può essere che quello del momento in cui sorge l''obbligazione

SENTENZA N. 3748

L'entità del contributo dovuto per oneri concessori va individuato nel momento in cui viene rilasciata la concessione edilizia, poiché il costo da considerare ai fini della commisurazione dei relativi oneri non può essere che quello del momento in cui sorge l'obbligazione, che è appunto quello del rilascio della concessione e a tale data occorre avere riguardo per determinare l'entità del contributo con applicazione della normativa vigente al momento del rilascio della concessione medesima(cfr, ex multis, Cons. di Stato V 25 ottobre 1993, n. 1071, Cons. di Stato V 26 ottobre 1987, n. 661, Cons. di Stato V 12 maggio 1987 n. 278, Cons. di Stato V 4 agosto 1986, n. 401; TAR Lazio,II Bis, 4.01.2005 n.54).

FATTO

Con istanza del 24.02.1995, depositata il 14.03.1995, prot.6979 (pratica n.1116/12 L.724/94), il ricorrente chiedeva al Comune di Barcellona P.G. il rilascio di concessione edilizia in sanatoria, ai sensi dell’art. 39 della L. n.724/1994, per aver costruito il primo piano di un fabbricato a due elevazioni f.t. sito in via Statale Sant’Antonino n.641; corredava tale istanza con la ricevuta di pagamento della prescritta oblazione.
Successivamente, a seguito di richiesta del Comune del 31.10.96 e del 25.07.1997, il ricorrente trasmetteva taluni dei documenti richiesti.
Con determina dirigenziale n.39 del 10.01.2006, veniva comunicata al ricorrente la quantificazione definitiva sia dell’oblazione che degli oneri concessori; e mentre la determinazione dell’importo dell’oblazione risultava corrispondente a quella effettuata dal ricorrente medesimo, non altrettanto accadeva per la determinazione dei contributi concessori che invece risultavano di importo superiore, essendo stati applicati i nuovi parametri introdotti dalla L.R. n.4/2003.
Tale determinazione dirigenziale, nella parte in cui ha quantificato l’importo dovuto come oneri concessori avvalendosi dei parametri recati dalla L.R. n.4/03, è stata impugnata per i seguenti motivi:
1)Violazione dell’art.39 L.724/94; Eccesso di potere; Ingiustizia manifesta.
2)Violazione dell’art.39 L.724/94; Eccesso di potere; Ingiustizia manifesta; Illogicità manifesta.
3)Eccesso di potere sotto il profilo dell’illogicità, disparità di trattamento, carenza di motivazione, ingiustizia manifesta.
Con le censure sopra calendate, il ricorrente si duole in buona sostanza del fatto che il Comune di P.G. avrebbe dovuto determinare gli oneri concessori in base ai criteri vigenti al momento in cui è stata presentata la domanda di condono, applicando, conseguentemente, la normativa di cui alla legge n.724/94 e non quella di cui alla L.R. n.4/2003. Rileva altresì il ricorrente che non avrebbe subito gli effetti della sopravvenuta normativa regionale se il Comune avesse quantificato gli oneri concessori dovuti entro i termini previsti dall’art.39 L.724/94.
Il Comune, nella sua memoria di costituzione depositata il 21.12.2006, ha contestato in fatto e in diritto le deduzioni del ricorrente.
All’udienza del 15.04.2010 la causa è stata posta in decisione.

DIRITTO

Il ricorso è infondato.
Il chiaro disposto dell’art.39 della L. n.724/94 individua nel momento di presentazione dell'istanza di concessione in sanatoria il riferimento temporale per calcolare la misura dell’oblazione e nell’avvenuto pagamento della stessa un requisito di procedibilità della istanza medesima.
A diversa conclusione deve pervenirsi con riguardo alla determinazione degli oneri concessori. Invero, qui - diversamente dalle somme da corrispondersi a titolo di oblazione – il momento di calcolo degli oneri concessori va individuato, non già nella data di presentazione della domanda di condono, ma in quella di rilascio del provvedimento concessorio, tenuto conto che, ai sensi dell'art .3 della legge n. 10/1977, la concessione( e non la semplice domanda) comporta "la corresponsione di un contributo commisurato all'incidenza delle spese di urbanizzazione, nonché al costo di costruzione". In tal senso è l'elaborazione giurisprudenziale (CdS, V, 6 dicembre 1999, n. 2056; id. 22 settembre 1999, n. 1113), secondo cui l'entità del contributo dovuto per oneri concessori va individuato nel momento in cui viene rilasciata la concessione edilizia, poiché il costo da considerare ai fini della commisurazione dei relativi oneri non può essere che quello del momento in cui sorge l'obbligazione, che è appunto quello del rilascio della concessione e a tale data occorre avere riguardo per determinare l'entità del contributo con applicazione della normativa vigente al momento del rilascio della concessione medesima(cfr, ex multis, Cons. di Stato V 25 ottobre 1993, n. 1071, Cons. di Stato V 26 ottobre 1987, n. 661, Cons. di Stato V 12 maggio 1987 n. 278, Cons. di Stato V 4 agosto 1986, n. 401; TAR Lazio,II Bis, 4.01.2005 n.54).
Ed invero secondo l’art.17, comma 8, della L.R. n.4/2003, entrata in vigore nelle more procedurali, “gli oneri di urbanizzazione ed il contributo sul costo di costruzione relativo alle opere per le quali è stata presentata istanza di condono edilizio ai sensi dell’art.39 della legge 23 dicembre 1994, n.724…….. sono quelli vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge….”. Ciò si spiega in quanto la concessione in sanatoria è una normale concessione edilizia, che però viene rilasciata dopo l’inizio dei lavori e con effetto sanante dell’attività già compiuta e riguardante opere nuove ed autonome già abusivamente realizzate.
Ne segue che l’Amministrazione, stante il perentorio disposto della norma appena citata, ha correttamente determinato la misura degli oneri concessori.
Peraltro, a prescindere dalla constatazione che nella specie non è stata proposta, nei confronti dell’Amministrazione intimata, alcuna domanda di risarcimento danni, va rilevato che non può essere addebitato alla stessa un colpevole ritardo nella definizione della pratica di sanatoria edilizia. Invero, come risulta dalla documentazione prodotta dall’Amministrazione ai numeri 4 e 6 dell’indice del suo fascicolo di causa, il ricorrente, nonostante le richieste del Comune del 31.10.96 e del 25.07.97, ha prodotto soltanto in data 2.02.2005 il certificato di idoneità sismica dell’intero fabbricato, munito dell’attestazione, in data 10.06. 2004, dell’avvenuto deposito presso l’Ufficio del Genio Civile di Messina, ai sensi e per gli effetti dell’art.4 L.13.03.1988 n.68, e da quest’ultimo Ufficio restituito al ricorrente in data 24.06.2004.
La doglianza sollevata con la terza censura, secondo la quale l’Amministrazione avrebbe rilasciato ad altri soggetti parimenti richiedenti la sanatoria ex L. n.724/94 il titolo edilizio prima dell’entrata in vigore della L.R. n.4/03, appare superata ed improcedibile per effetto delle circostanze di fatto e delle considerazioni dianzi rassegnate, essendo incontrovertibile che il ricorrente ha completato la trasmissione della documentazione dopo l’entrata in vigore della L.R. n.4/2003, i cui parametri contributivi l’Amministrazione era quindi tenuta ad applicare nella specie.
In conclusione il ricorso va rigettato.
Stimasi equo tuttavia, in dipendenza della complessità e della peculiarità della sottesa vicenda amministrativa, disporre la compensazione delle spese e dei compensi del giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Staccata di Catania, Sez. I^, rigetta il ricorso indicato in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 15 aprile 2010 con l'intervento dei Magistrati:
Vincenzo Zingales, Presidente
Salvatore Schillaci, Consigliere, Estensore
Pancrazio Maria Savasta, Consigliere


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