a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Puglia Lecce, Sezione III, 15 ottobre 2010


In una zona interessata da vincolo paesaggistico la formazione del provvedimento tacito di assenso alla concessione in sanatoria postula indefettibilmente la previa acquisizione del parere favorevole dell''autorità preposta alla tutela del vincolo

SENTENZA N. 2100

In una zona interessata da vincolo paesaggistico la formazione del provvedimento tacito di assenso alla concessione in sanatoria, previsto dall'art. 35, co. 18, l. n. 47 del 1985, postula indefettibilmente la previa acquisizione del parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela del vincolo sulla compatibilità ambientale della costruzione senza titolo; ne consegue che, se al momento dell'esame della domanda di sanatoria non risulta acquisito il parere favorevole sulla conformità dell'intervento alla disciplina paesaggistica, la formazione del silenzio - assenso è preclusa” (T.A.R. Campania Salerno, sez. II, 21 gennaio 2010, n. 845). Più in generale, “il termine per la formazione del silenzio - assenso sulla domanda di rilascio della concessione in sanatoria non decorre quando manchino i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla norma e/o le opere non siano suscettibili di sanatoria, nonché qualora la domanda stessa sia carente della documentazione prevista dalla legge” (T.A.R. Trentino Alto Adige Trento, sez. I, 07 gennaio 2010, n. 4).

FATTO E DIRITTO

La ricorrente è proprietaria di un immobile stagionale sito in Casalabate, realizzato in assenza di concessione edilizia, a partire dal 1981. In data 1.04.1986 proponeva istanza di condono edilizio ex lege n. 47/85, provvedendo al pagamento dell’oblazione ed allegando la prova della richiesta di accatastamento del 5.10.1981. In data 9.03.1999, su richiesta dell’Amministrazione comunale, integrava la documentazione, producendo, altresì, la ricevuta di conguaglio dell’oblazione. Con il provvedimento del 19.01.2010, il dirigente dell’U.T.C. – Settore Urbanistico ha respinto l’istanza di condono sul presupposto che dall’aerofotogrammetria del gennaio 1984 non risulta l’intervento edilizio “de quo” e che pertanto lo stesso “risulta essere stato realizzato successivamente al 1.10.1983, limite temporale massimo di ultimazione dell’intervento edilizio, previsto dall’art. 31 della legge 47/85 quale presupposto inderogabile per la sanabilità degli abusi edilizi”.
La ricorrente, ritenendo il suddetto provvedimento illegittimamente lesivo dei propri interessi, lo ha impugnato ai fini dell’annullamento, chiedendo altresì, la declaratoria della formazione del silenzio-assenso formatosi sull’istanza di condono presentata ai sensi della l. n. 47/85.
Si è costituita l’Amministrazione intimata, eccependo l’inammissibilità, improponibilità ed infondatezza del ricorso, concludendo, in subordine, per il rigetto nel merito.
All’udienza del 17.06.2010 la causa è stata chiamata e trattenuta in decisione.
Con i motivi di ricorso la parte deduce la violazione di legge, ed, in particolare, dell’art. 35 della l. n. 47/85, e l’eccesso di potere per difetto di motivazione e di istruttoria, per violazione dei doveri di buona e corretta amministrazione e del giusto e corretto procedimento, per erronea presupposizione di fatto e di diritto e per perplessità, contraddittorietà ed illogicità della azione amministrativa.
I motivi s
ono in parte fondati, nei termini che seguono.
Il diniego si basa su un presupposto di fatto erroneo e, cioè, che l’immobile sia stato realizzato successivamente alla scadenza del limite temporale massimo previsto dalla l. n. 47/85, e, come tale, non sanabile. L’affermazione, desunta dalle risultanze della aerofotogrammetria del gennaio 1984, non trova, però, adeguati riscontri nella produzione documentale di parte ricorrente, che depongono, invece, in senso contrario. Si fa riferimento alla ricevuta della richiesta di accatastamento del 5.10.1981 n. prot. 3661 di un piano Terra, località Casalabate (allegata alla istanza di condono), dunque antecedente alla data del 1.10.1983 (limite temporale di ultimazione dell’intervento edilizio sanabile), dell’esistenza della quale si ha indirettamente conferma anche nella attestazione concernente la visura storica dell’immobile, ove è annotato, tra l’altro, l’omesso “ carico “ proprio della medesima richiesta di accatastamento del 1981. Ulteriori risultanze emergono, poi, dal modello IRPEF 1984 del coniuge della ricorrente, relativo ai redditi dell’anno precedente, ove risulta dichiarata, per dodici mesi, l’abitazione in questione, dunque esistente negli anni 1982-83. Trattasi di indici presuntivi gravi, precisi e concordanti che, a parere del Collegio, sono idonei a fornire la prova dell’esistenza del fabbricato dichiarato in epoca antecedente al 1983 (art. 2729 c.c.).
E’ invece priva di pregio la censura relativa alla violazione dell’art. 35 della l. n. 47/85, laddove la ricorrente sostiene che il procedimento di condono si sia già concluso positivamente per il formarsi del silenzio-assenso; a norma art. 35, comma 18, della l. n. 47/’87, infatti, “decorso il termine perentorio di ventiquattro mesi dalla presentazione della domanda” (1.04.1986), o, al più, dall’adempimento della richiesta di integrazione documentale, concretizzatosi il 9.03.1999, “quest'ultima si intende accolta ove l'interessato provveda al pagamento di tutte le somme eventualmente dovute a conguaglio ed alla presentazione all'ufficio tecnico erariale della documentazione necessaria all'accatastamento”.
Ritiene il Collegio di aderire a quell’orientamento giurisprudenziale secondo il quale: “In una zona interessata da vincolo paesaggistico la formazione del provvedimento tacito di assenso alla concessione in sanatoria, previsto dall'art. 35, co. 18, l. n. 47 del 1985, postula indefettibilmente la previa acquisizione del parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela del vincolo sulla compatibilità ambientale della costruzione senza titolo; ne consegue che, se al momento dell'esame della domanda di sanatoria non risulta acquisito il parere favorevole sulla conformità dell'intervento alla disciplina paesaggistica, la formazione del silenzio - assenso è preclusa” (T.A.R. Campania Salerno, sez. II, 21 gennaio 2010, n. 845). Più in generale, “il termine per la formazione del silenzio - assenso sulla domanda di rilascio della concessione in sanatoria non decorre quando manchino i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla norma e/o le opere non siano suscettibili di sanatoria, nonché qualora la domanda stessa sia carente della documentazione prevista dalla legge” (T.A.R. Trentino Alto Adige Trento, sez. I, 07 gennaio 2010, n. 4).
Ora, nel caso di specie, secondo quanto attestato dall’Amministrazione comunale, la zona è sottoposta ad autorizzazione paesaggistica e non risulta essere intervenuto il parere dell’autorità preposta alla tutela del vincolo né attivata la relativa istruttoria. Ne consegue che, in assenza di presupposti e della documentazione prevista dalla legge, non può ritenersi formato il silenzio-assenso auspicato.
Sulla base di quanto sopra esposto, il ricorso è parzialmente meritevole di accoglimento con riferimento alla illegittimità della motivazione del diniego fondata esclusivamente sull’epoca di realizzazione dell’immobile, trattandosi di costruzione edificata ante 1983, mentre deve essere respinto per quanto concerne la declaratoria di intervenuta formazione del silenzio-assenso in ordine all’istanza di sanatoria in assenza del parere sul vincolo.
Sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia -Lecce- sezione terza in parte accoglie ed in parte respinge il ricorso in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 17/06/2010 con l'intervento dei Magistrati:
Antonio Cavallari, Presidente
Ettore Manca, Primo Referendario
Gabriella Caprini, Referendario, Estensore



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