a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, 28 ottobre 2010


Nel collaudo dell’opera pubblica rimangono normalmente estranei i poteri discrezionali ed autoritativi della P.A.

SENTENZA N. 3848

Il collaudo dell’opera da parte dell’amministrazione ha per fine l’accertamento della conformità dell’opera eseguita alle pattuizioni contrattuali e alle regole dell’arte. Esso in definitiva tende alla verifica dell’esattezza dell’adempimento da parte dell’appaltatore, collocandosi quindi nella fase dell’esecuzione dei contratti di appalto, nella quale si contrappongono posizioni di diritto soggettivo inerenti a rapporti negoziali di natura privatistica, cui rimangono normalmente estranei i poteri discrezionali ed autoritativi della P.A.

FATTO E DIRITTO

1. La società ricorrente, dopo aver completato i lavori di consolidamento statico del corpo centrale del presidio ospedaliero di Foggia (cosiddetto monoblocco) e dopo aver ottenuto la certificazione di ultimazione dei lavori il 6 aprile 1998 e il collaudo tecnico-amministrativo il 27 ottobre 1999, impugnava la successiva deliberazione 23 maggio 2002, con la quale l’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali riuniti di Foggia aveva approvato, relativamente ai lavori di consolidamento e di adeguamento del monoblocco OO.RR.di Foggia,
- a) il collaudo tecnico amministrativo del 27 ottobre 1999,
- b) il certificato integrativo e il rendiconto delle spese sostenute del 14 febbraio 2002 e
- c) in sanatoria, la prima e la seconda variante in corso d’opera rispettivamente del 14 febbraio 1995 e del 28 marzo 1997.
La medesima ditta ha altresì contestato il certificato integrativo di collaudo del 14 febbraio 2002, nonché il provvedimento di revoca del collaudo statico dei medesimi lavori, conosciuto attraverso la nota dell’Azienda ospedaliera 3 luglio 2002 n. 6/1736.
Si è costituita l’intimata Azienda, eccependo il difetto di giurisdizione del T.A.R.
2. È noto che il collaudo dell’opera da parte dell’amministrazione ha per fine l’accertamento della conformità dell’opera eseguita alle pattuizioni contrattuali e alle regole dell’arte. Esso in definitiva tende alla verifica dell’esattezza dell’adempimento da parte dell’appaltatore, collocandosi quindi nella fase dell’esecuzione dei contratti di appalto, nella quale si contrappongono posizioni di diritto soggettivo inerenti a rapporti negoziali di natura privatistica, cui rimangono normalmente estranei i poteri discrezionali ed autoritativi della P.A.
A ciò consegue che il ricorso è da dichiararsi inammissibile, poiché il contenzioso relativo al collaudo delle opere deve ricondursi alla giurisdizione del giudice ordinario.
Le spese seguono la soccombenza, come da liquidazione in dispositivo.
Visto l’articolo 11 del decreto legislativo 2 luglio 2010 n. 104;

P.Q.M.

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile, declinando la propria giurisdizione e indicando, quale giudice fornitone, quello ordinario.
Condanna la società ricorrente al pagamento di euro 4.000,00, più CPI e IVA, come per legge, a favore dell’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali riuniti di Foggia, a titolo di spese di lite.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 20 ottobre 2010 con l'intervento dei magistrati:
Corrado Allegretta, Presidente
Doris Durante, Consigliere
Giuseppina Adamo, Consigliere, Estensore


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