a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, 17 novembre 2010


Sulle caratteristiche che deve possedere la “pertinenza urbanistica”

SENTENZA N. 1221

Una pertinenza, per poter essere definita tale dal punto di vista urbanistico, deve possedere una propria individualità fisica ed una propria conformazione strutturale e non essere parte integrante o costitutiva di altro fabbricato, ed inoltre essere preordinata ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale, funzionalmente ed oggettivamente inserita al servizio dello stesso, sfornita di un autonomo valore di mercato, non valutabile in termini di cubatura o comunque dotata di un volume minimo tale da non consentire, in relazione anche alle caratteristiche dell'edificio principale, una sua destinazione autonoma e diversa da quella a servizio dell'immobile cui accede. In sostanza, la pertinenza esaurisce la propria destinazione d'uso nel rapporto funzionale con l'edificio principale, così da non incidere sul carico urbanistico (tra le tante, Consiglio di Stato, sez. IV, 05 marzo 2010, n. 1277; sez. IV, 31 marzo 2010, n. 1842).

FATTO

Il vicino del ricorrente ha dato corso ai lavori di ristrutturazione di un piccolo manufatto già destinato a rimessa attrezzi con spostamento di volumetria e edificazione di un annesso rustico.
Il ricorrente considera illegittimo il permesso a costruire per i motivi di seguito compendiati:
1. Illustra innanzi tutto l’interesse a ricorrere da parte dei proprietari vicini.
2. Illegittimità della concessione n. 89 del 2008 per violazione dell’art. 126 punto 2 lettera a) delle NTA al PRG di Vasto, degli artt. 33 e 49 delle NTA al medesimo PRG, violazione dei principi generali in materia di pianificazione, carenza di istruttoria, illogicità manifesta, contraddittorietà, violazione di legge, eccesso di potere e carenza di motivazione. Il fabbricato, che presenta tre livelli, non appare consentito, anche per la superficie occupata. Inoltre non può essere considerato pertinenza, il piano non è interrato e comunque è vietata la costruzione di interrati ad un annesso rustico.
3. Il ricorrente chiede il risarcimento dei danni subiti.
Resiste in giudizio il controinteressato Del Borrello Michele che contesta nel merito il gravame.
Resiste altresì il Comune di Vasto, con memoria depositata il 12 giugno 2010, che eccepisce l’improcedibilità del ricorso per mancata notifica al controinteressato Del Borrello Costantino, cui la concessione è stata medio tempore volturata.
Anche il ricorrente ha ribadito le proprie tesi difensive con memoria depositata il 12 giugno 2010 e con ulteriore memoria depositata il 22 giugno 2010.
Con apposita sentenza n. 768 del 2010 questo Tribunale ordinava l’integrazione del contraddittorio nei confronti di Del Borrello Costantino, considerato parte necessaria, in quanto su concorde ammissione delle parti divenuto titolare - a seguito di voltura - del permesso a costruire.
Detto Del Borrello Costantino si costituiva in giudizio dichiarando di avere presentato in data 19 aprile 2010 al Comune una domanda di variante sostanziale al permesso a costruire n. 89/2008 e che il Comune in data 26 agosto 2010 gli ha rilasciato il permesso a costruire n. 91/2010 recante modifiche funzionali e strutturali al fabbricato, ivi incluso il cambio della destinazione d’uso. L’interesse si sposterebbe quindi su tale secondo permesso a costruire, per cui ne deriva l’improcedibilità del ricorso.
Confuta anche nel merito il ricorso concludendo in conformità.
Con apposita memoria depositata in data 23 ottobre 2010 il ricorrente ha ulteriormente ribadito le proprie tesi difensive; in particolare rileva come la successiva variante essenziale non potrebbe sanare la realizzazione dell’edificio avvenuta prima e in difformità dal permesso a costruire n. 89 del 2008.
Nel corso della pubblica udienza del 24 giugno 2010 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

Con il ricorso in epigrafe, il ricorrente Del Borrello Giuseppe contesta il permesso di costruire n. 89/08 rilasciato al vicino Del Borrello Michele per lavori di ristrutturazione edilizia del fabbricato esistente, mediante demolizione e ricostruzione e la nota del Comune di Vasto, prot. n. 55265 dell'11 dicembre 2009.
Ha dedotto il ricorrente di essere proprietario e possessore di un immobile per civile abitazione confinante sul lato sud con la proprietà del sig. Del Borrello Michele.
Va preliminarmente, evidenziato che il sig. Del Borrello Michele, non risulta più titolare del permesso di costruire n. 89/2008 oggetto di impugnativa; infatti, con provvedimento dell'11 giugno 2009, prot. n. 20724, il Comune di Vasto ha volturato il permesso anzidetto in favore di Del Borrello Costantino, previa specifica istanza presentata da quest'ultimo ed in conseguenza di donazione del 25 febbraio 2009 disposta dal sig. Del Borrello Michele in favore del medesimo Costantino. L’intervenuta volturazione, peraltro, non rende detto Del Borrello Costantino un controinteressato in senso proprio, in quanto il soggetto intimato era l’unico titolare del permesso a costruire risultante tale al momento della proposizione del ricorso, né il ricorrente era tenuto a conoscere le vicende successive di detto permesso a costruire. Ne consegue l’infondatezza dell’eccezione sollevata a riguardo dal Comune.
Risulta del pari irrilevante che detto Del Borrello Costantino, iscritto nel registro degli imprenditori agricoli a titolo principale, abbia presentato al Comune di Vasto richiesta di permesso di costruire in variante sostanziale al permesso di costruire n. 89/2008; trattandosi di una variante, essenziale peraltro soprattutto sotto l’aspetto della modifica della destinazione d’uso, essa segue le sorti del permesso a costruire cui afferisce. Infatti, l’eventuale illegittimità dell’originario permesso a costruire farebbe decadere automaticamente ogni successiva variante presentata dal nuovo proprietario.
Va ora esaminata la principale doglianza di cui al ricorso, relativa alla pertinenzialità o meno del manufatto demolito e ricostruito.
La doglianza risulta fondata; invero anche se non si trovano nel Regolamento edilizio comunale norme precise che definiscono quantitativamente le pertinenze, risulta connaturale alla stessa nozione di pertinenza l’esigenza che essa sia di dimensioni modeste, in rapporto funzionale con l’edificio principale, e comunque tale da non alterare in modo significativo l’assetto territoriale.
Invero, una pertinenza, per poter essere definita tale dal punto di vista urbanistico, deve possedere una propria individualità fisica ed una propria conformazione strutturale e non essere parte integrante o costitutiva di altro fabbricato, ed inoltre essere preordinata ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale, funzionalmente ed oggettivamente inserita al servizio dello stesso, sfornita di un autonomo valore di mercato, non valutabile in termini di cubatura o comunque dotata di un volume minimo tale da non consentire, in relazione anche alle caratteristiche dell'edificio principale, una sua destinazione autonoma e diversa da quella a servizio dell'immobile cui accede. In sostanza, la pertinenza esaurisce la propria destinazione d'uso nel rapporto funzionale con l'edificio principale, così da non incidere sul carico urbanistico (tra le tante, Consiglio di Stato, sez. IV, 05 marzo 2010, n. 1277; sez. IV, 31 marzo 2010, n. 1842).
Nel caso, come documentato in causa, la pertinenza supera di tre volte la superficie e il volume dell’edificio residenziale, il che nega la sua stessa accessorietà.
La fondatezza della principale doglianza comporta l’accoglimento del ricorso e l’annullamento del permesso a costruire n. 89/08 rilasciato a Del Borrello Michele, con caducazione degli atti successivi e connessi.
Quanto al risarcimento del danno, la richiesta viene formulata in modo del tutto generico e comunque la tempestività dell’esame del presente ricorso sembra escludere la possibilità di danni permanenti.
Le spese di giudizio possono essere compensate nei confronti dei controinteressati mentre per il resto vanno poste a carico del Comune e liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie come da motivazione.
Compensa le spese nei confronti di Del Borrello Michele e Del Borrello Costantino.
Condanna il Comune al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese di causa liquidate in € 3.000 (tre mila), di cui € 2.000 (due mila) per onorari di avvocato, € 800 per diritti di procuratore ed € 200 per spese vive, oltre il rimborso degli accessori di legge (art.15 LPF, CPA, IVA).
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Pescara nella camera di consiglio del giorno 4 novembre 2010 con l'intervento dei magistrati:
Umberto Zuballi, Presidente, Estensore
Dino Nazzaro, Consigliere
Luigi Ranalli, Consigliere


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