a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Toscana, Sezione II, 22 dicembre 2010


Anche all''indomani della novella normativa introdotta dalla L. 11 febbraio 2005 n. 15, vi è uno iato sistematico tra la determinazione conclusiva della conferenza di servizi (anche se decisoria) e il successivo provvedimento finale di recepimento

SENTENZA N. 6795

Anche all'indomani della novella normativa introdotta dalla L. 11 febbraio 2005 n. 15, vi è uno iato sistematico tra la determinazione conclusiva della conferenza di servizi (anche se decisoria) e il successivo provvedimento finale; pertanto, solo al secondo di tali atti può essere riconosciuta una valenza effettivamente determinativa della fattispecie e solo in relazione ad esso sorge l'onere dell'immediata impugnazione, mentre alla determinazione conclusiva della conferenza di servizi deve esser riconosciuto carattere meramente endoprocedimentale, con il corollario che solo nei riguardi del provvedimento finale va effettuata la valutazione circa gli effetti lesivi (TAR Toscana, Sez. II, 19.5.10, n. 1523). Considerato che tale conclusione è stata anche recentemente condivisa dal Consiglio di Stato, il quale ha ribadito che alla determinazione conclusiva della conferenza dei servizi decisoria di cui all’art. 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 s.m.i., specie dopo la novella introdotta dalla legge 24 novembre 2000, n. 340, deve essere riconosciuto un carattere meramente endoprocedimentale e che, pertanto, è inammissibile un ricorso proposto contro la determinazione conclusiva della conferenza dei servizi decisoria in mancanza del provvedimento finale di recepimento (Cons. Stato, Sez. VI, 9.11.10, n. 7981; cfr. anche Sez. VI, 15.7.10, n. 4575 e 11.11.08, n. 5620).

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che, con ricorso a questo Tribunale, notificato il 18 settembre 2006 e depositato il successivo 28 settembre, l’Eni spa chiedeva l’annullamento dei provvedimenti indicati in epigrafe, consistenti nel verbale della conferenza di servizi decisoria del 28 aprile 2006 e nella lettera con la quale il Ministero competente lo trasmetteva, nei verbali e documenti preparatori delle conferenze di servizi decisorie e istruttorie precedenti, negli atti e documenti allegati al verbale della conferenza di servizi decisoria del 28 aprile 2006, ivi specificati;
Ritenuto che la ricorrente lamentava: “ PRIMO MOTIVO: Violazione e falsa applicazione dell’art. 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471. Violazione e falsa applicazione dell’art. 58 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 e del d.m. 6 novembre 2003, n. 367. Eccesso di potere particolarmente sotto il profilo della contraddittorietà, del difetto di istruttoria e di motivazione, travisamento dei fatti, illogicità ed ingiustizia manifesta. Incompetenza”; “SECONDO MOTIVO: Violazione e falsa applicazione dell’art. 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471; della legge 7 agosto 1990, n. 241, come modificata ed integrata dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15 e, in particolare, degli artt. 3 e ss. Eccesso di potere particolarmente sotto il profilo della contraddittorietà, del difetto di istruttoria e di motivazione, travisamento dei fatti, illogicità ed ingiustizia manifesta.”; “TERZO MOTIVO: Violazione e falsa applicazione dell’art. 14 ter, comma 6 bis, della legge n. 241 del 7 agosto 1990, come aggiunto dall’art. 10 della legge n. 15 dell’11 febbraio 2005”; “IV MOTIVO: Violazione e falsa applicazione dell’art. 17, comma I, 18 e 19 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471 e, in particolare, all’allegato 1 dello stesso decreto. Incompetenza. Eccesso di potere particolarmente sotto il profilo del difetto di motivazione e di istruttoria e della illogicità manifesta”; “QUINTO MOTIVO: Violazione e falsa applicazione dell’art. 17, 18 e 19 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471. Incompetenza. Eccesso di potere particolarmente sotto il profilo del difetto di motivazione e di istruttoria e della illogicità manifesta”; “SESTO MOTIVO: Violazione e falsa applicazione dell’art. 17, 18 e 19 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471 e, in particolare, all’allegato 1 dello stesso decreto. Eccesso di potere particolarmente sotto i profili della contraddittorietà ed illogicità manifesta e del difetto di motivazione e di istruttoria”; “SETTIMO MOTIVO: Violazione e falsa applicazione dell’art. 17, 18 e 19 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471 e, in particolare, all’allegato 1 dello stesso decreto. Eccesso di potere particolarmente sotto i profili della contraddittorietà ed illogicità manifesta e del difetto di motivazione e di istruttoria”; “OTTAVO MOTIVO: : Violazione e falsa applicazione dell’art. 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471; del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 e, in particolare, dell’art. 28 e ss e dell’Allegato 5; del d.m. 6 novembre 2003, n. 367; della legge regionale 19 luglio 2000, n. 14 e, in particolare, dell’art. 3; della legge 7 agosto 1990, n. 241, come modificata ed integrata dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15 e, in particolare, degli artt. 3 e ss. Eccesso di potere particolarmente sotto i profili della contraddittorietà, del difetto di motivazione ed istruttoria e della illogicità manifesta”; “NONO MOTIVO: Violazione e falsa applicazione dell’art. 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471. Eccesso di potere particolarmente sotto il profilo della contraddittorietà, del difetto di istruttoria e di motivazione, travisamento dei fatti, illogicità ed ingiustizia manifesta”; “DECIMO MOTIVO: Violazione e falsa applicazione dell’art. 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471. Violazione e falsa applicazione dell’art. 58 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 e del d.m. 6 novembre 2003, n. 367. Violazione e falsa applicazione dell’art. 12 del d.m. 468 del 18 settembre 2001, anche in relazione all’art. 1 della legge n. 426 del 9 dicembre 1998 e dell’art. 15 del d.m. 471 del 1999. Violazione e falsa applicazione della legge 7 agosto 1990, n. 241 e, in particolare, degli artt. 3 e ss., come modificata ed integrata dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15. Violazione e falsa applicazione dell’art. 822 c.c. Eccesso di potere particolarmente sotto i profili della contraddittorietà, del difetto di istruttoria e di motivazione, travisamento dei fatti, illogicità ed ingiustizia manifesta. Sviamento”; “UNDICESIMO MOTIVO: Violazione e falsa applicazione del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, in particolare dell’articolo 17. Violazione e falsa applicazione del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471. Violazione e falsa applicazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 e, in particolare, dell’art. 58: Violazione e falsa applicazione dell’art. 12 del d.m. 468 del 18 settembre 2001, anche in relazione all’art. 1 della legge n. 426 del 9 dicembre 1998 e dell’art. 15 del d.m. n. 471 del 1999. Eccesso di potere particolarmente sotto i profili del difetto di istruttoria e di motivazione, travisamento dei fatti, illogicità ed ingiustizia manifesta”; “DODICESIMO MOTIVO: Violazione e falsa applicazione dell’art. 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e del d.m. 25 ottobre 1999, n. 471. Violazione e falsa applicazione degli artt. 3 e 58 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 e del d.m. 6 novembre 2003, n. 367. Eccesso di potere particolarmente sotto i profili del difetto di contraddittorietà, del difetto di istruttoria e di motivazione, travisamento dei fatti, illogicità ed ingiustizia manifesta”; “Illegittimità sopravvenuta per contrasto con le ‘Norme in materia ambientale’ di cui al d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152”;
Rilevato che si costituivano in giudizio le Amministrazioni indicate in epigrafe, chiedendo la reiezione del ricorso;
Rilevato che entrambe le parti costituite depositavano memoria in prossimità della pubblica udienza e che, in particolare, la difesa erariale eccepiva preliminarmente l’inammissibilità del ricorso perché rivolto avverso atti aventi natura endoprocedimentale;
Rilevato che alla pubblica udienza del 9 novembre 2010 la causa era trattenuta in decisione;
Considerato che il ricorso è inammissibile in quanto avente ad oggetto la richiesta di annullamento di un verbale di conferenza di servizi decisoria nonché di atti endoprocedimentali e preparatori della stessa;
Considerato che a tale conclusione è recentemente pervenuta questa stessa Sezione, specificando che, anche all'indomani della novella normativa introdotta dalla L. 11 febbraio 2005 n. 15, vi è uno iato sistematico tra la determinazione conclusiva della conferenza di servizi (anche se decisoria) e il successivo provvedimento finale; pertanto, solo al secondo di tali atti può essere riconosciuta una valenza effettivamente determinativa della fattispecie e solo in relazione ad esso sorge l'onere dell'immediata impugnazione, mentre alla determinazione conclusiva della conferenza di servizi deve esser riconosciuto carattere meramente endoprocedimentale, con il corollario che solo nei riguardi del provvedimento finale va effettuata la valutazione circa gli effetti lesivi (TAR Toscana, Sez. II, 19.5.10, n. 1523);
Considerato che tale conclusione è stata anche recentemente condivisa dal Consiglio di Stato, il quale ha ribadito che alla determinazione conclusiva della conferenza dei servizi decisoria di cui all’art. 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 s.m.i., specie dopo la novella introdotta dalla legge 24 novembre 2000, n. 340, deve essere riconosciuto un carattere meramente endoprocedimentale e che, pertanto, è inammissibile un ricorso proposto contro la determinazione conclusiva della conferenza dei servizi decisoria in mancanza del provvedimento finale di recepimento (Cons. Stato, Sez. VI, 9.11.10, n. 7981; cfr. anche Sez. VI, 15.7.10, n. 4575 e 11.11.08, n. 5620);
Considerato, quindi, che il ricorso deve dichiararsi inammissibile per carenza di interesse, in quanto rivolto avverso atto non lesivo, e che le spese del presente giudizio possono integralmente compensarsi tra le parti, attesa l’incertezza giurisprudenziale sul punto al momento di proposizione del ricorso;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile per carenza di interesse.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del 9 novembre 2010 con l'intervento dei magistrati:
Maurizio Nicolosi, Presidente
Ivo Correale, Primo Referendario, Estensore
Pierpaolo Grauso, Primo Referendario



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