a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Lazio Latina, Sezione I, 10 giugno 2011


Il ricorso giurisdizionale avvero un provvedimento sanzionatorio, proposto anteriormente all''istanza di condono edilizio, deve ritenersi improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, spostandosi l''interesse del responsabile dell''abuso edilizio dall''annullamento del provvedimento già adottato

SENTENZA N. 498

Il ricorso giurisdizionale avvero un provvedimento sanzionatorio, proposto anteriormente all'istanza di condono edilizio, deve ritenersi improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, spostandosi l'interesse del responsabile dell'abuso edilizio dall'annullamento del provvedimento già adottato, all'eventuale annullamento del provvedimento di rigetto” (Consiglio di Stato, sez. VI, 12 novembre 2008, n. 5846, T.A.R. Lazio, Roma, sez. II, 10 maggio 2010, n. 10574).

FATTO E DIRITTO

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 12 maggio 2011 il dott. Antonio Massimo Marra e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1. Con il provvedimento impugnato il comune di Minturno ha ingiunto al ricorrente la demolizione di opere allegatamente abusive, tenuto conto che dette opere avrebbero dovuto essere eseguite con concessione edilizia.
Avverso detto provvedimento è stato proposto il ricorso all’esame, con cui il ricorrente – che ha premesso di aver chiesto l’accertamento di conformità ex articolo 13 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 – denuncia il difetto di motivazione e l’eccesso di potere sotto vari profili.
2. Il comune di Minturno non si è costituito in giudizio.
3. Con ordinanza n. 739 del 17 ottobre 2003 era accolta l’istanza di tutela cautelare.
4. Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse; costituisce infatti giurisprudenza amministrativa ormai consolidata che la presentazione, in epoca successiva all’ingiunzione alla demolizione, di istanza di accertamento di conformità “produce l'effetto di rendere inefficace tale provvedimento e, quindi, improcedibile il ricorso proposto avverso la stessa per sopravvenuta carenza di interesse, in quanto il riesame dell'abusività dell'opera, sia pure al fine di verificarne l'eventuale sanabilità, provocato da detta istanza, comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (di accoglimento o di rigetto), che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'impugnativa. Pertanto, il ricorso giurisdizionale avvero un provvedimento sanzionatorio, proposto anteriormente all'istanza di condono edilizio, deve ritenersi improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, spostandosi l'interesse del responsabile dell'abuso edilizio dall'annullamento del provvedimento già adottato, all'eventuale annullamento del provvedimento di rigetto” (Consiglio di Stato, sez. VI, 12 novembre 2008, n. 5846, T.A.R. Lazio, Roma, sez. II, 10 maggio 2010, n. 10574).
4. Deve solo aggiungersi che nessun residuo interesse alla verifica della legittimità dell’ingiunzione alla demolizione può residuare alla presentazione, senza riserve o condizioni, di una istanza di accertamento di conformità, dato che essa implica evidentemente il riconoscimento dell’abusività delle opere per le quali viene richiesta la sanatoria ex post all’amministrazione.
Nulla spese.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile
Nulla spese.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Latina nella camera di consiglio del giorno 12 maggio 2011 con l'intervento dei magistrati:
Francesco Corsaro, Presidente
Santino Scudeller, Consigliere
Antonio Massimo Marra, Primo Referendario, Estensore



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