a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, 20 gennaio 2012


L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive è atto dovuto, senza alcun contenuto discrezionale, avente natura meramente dichiarativa, subordinato unicamente all’accertamento dell’inottemperanza

SENTENZA N. 308

L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive è atto dovuto, senza alcun contenuto discrezionale, avente natura meramente dichiarativa, subordinato unicamente all’accertamento dell’inottemperanza e del decorso del termine di legge fissato per la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi, che opera automaticamente con riguardo non solo all’opera abusiva ed all’area di sedime, ma anche alle pertinenze. Ne consegue che esso è sufficientemente motivato con l’affermazione dell’abusività delle opere connessa alla loro realizzazione senza previo titolo autorizzatorio e dell’accertata inottemperanza, per cui non assume alcun rilievo il richiamo alla asserita edificabilità dell’area come anche il generico riferimento al fatto che analoghe opere abusive in aree limitrofe non sarebbero state sanzionate.

FATTO

Il ricorrente è proprietario di un immobile sito in Casoria, Via 8^ trav. M. Pagano n. 12.
Con provvedimento n. 119 del 4.9.2000, il Comune di Casoria ha comunicato di aver accertato l’inottemperanza alla ordinanza di demolizione n. 84 del 7.4.2000, comunicando che avrebbe provveduto alla trascrizione dell’atto presso la conservatoria dei registri immobiliari competente per l'acquisizione dei manufatti abusivi consistente in “locali adibiti a spogliatoi, docce, uffici… per una superficie di 335 mq.
Avverso tale atto ed ogni altro connesso, presupposto e consequenziale, ha proposto impugnativa l’interessato, chiedendone l'annullamento, per i seguenti motivi:
1) errata o mancata notifica.
L’ordinanza di acquisizione è stata notificata solo al ricorrente e non alla proprietaria del terreno su cui sono state realizzate le opere abusive;
2) violazione di legge. Insufficiente e/o contraddittoria motivazione.
La proprietaria del terreno ha presentato al Comune di Casoria istanza di concessione in sanatoria, che è stata rigettata.
L’area interessata dall'acquisizione ricadrebbe in zona F1 del piano regolatore, per la quale non è previsto alcun vincolo di inedificabilità; di conseguenza il Comune avrebbe illegittimamente respinto la richiesta di sanatoria e disposto l'acquisizione del lotto di terreno interessato dalle opere abusive.
Peraltro su terreni limitrofi a quello in esame sarebbero state realizzate altrettante opere abusive, per le quali il comune viceversa non avrebbe adottato alcun provvedimento sanzionatorio.
Il comune di Casoria si è costituito in giudizio con memoria chiedendo la reiezione del ricorso.
Con ordinanza collegiale n. 52 del 14 luglio 2011 è stato disposto il rinvio della trattazione della causa all'udienza del 15 dicembre 2011, per consentirne la trattazione congiunta con il ricorso R.G. n. 6868/2000 con cui è stata impugnato l'ordinanza di demolizione n. 84 del 7 aprile 2000 e con il ricorso R.G. n. 12.004/2000 con cui è stato impugnato il provvedimento di diniego dell'istanza di sanatoria.
All’udienza del 15 dicembre 2011 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

Il ricorso è infondato.
Con il primo mezzo il ricorrente deduce l'omessa notifica del provvedimento di acquisizione alla signora Rippa Lucia proprietaria del terreno sul quale sono state realizzate le opere abusive.
Al riguardo si osserva che il difetto di notifica dell'impugnata ordinanza di acquisizione non assume rilievo ai fini della legittimità del provvedimento stesso.
Costituisce orientamento ormai consolidato che il provvedimento amministrativo, può ritenersi legittimo e valido allorquando lo stesso sia stato assunto nel rispetto delle leggi vigenti, quando ricorrano tutti gli elementi per l'esistenza e per la validità richiesti dall'ordinamento amministrativo.
Di modo che tutto ciò che segue l'adozione dell'atto e che è destinato alla sua esecuzione come, in particolare, la pubblicità, la notifica, la comunicazione sono al di fuori del procedimento stesso che ha condotto alla determinazione finale, e può influire soltanto sulla sua efficacia, ma non sulla legittimità dell'atto amministrativo medesimo.
Ne consegue che il provvedimento, a causa della dedotta omessa notifica, potrà tutt'al più non produrre effetti nei confronti del proprietario che non è stato formalmente messo conoscenza dell'acquisizione, ma tale circostanza non può di per sé produrre effetti in ordine alla legittimità del provvedimento impugnato.
Secondo la giurisprudenza amministrativa anche di questa Sezione, “poiché l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale è una sanzione prevista per l'ipotesi di inottemperanza all'ingiunzione di demolizione, essa si riferisce esclusivamente al responsabile dell'abuso e non può quindi operare nella sfera giuridica di altri soggetti e, in particolare, nei confronti del proprietario dell'area quando risulti, in modo inequivocabile, la sua completa estraneità al compimento dell'opera abusiva o che, essendone egli venuto a conoscenza, si sia adoperato per impedirlo con gli strumenti offerti dall'ordinamento” ( T.A.R. Campania Napoli, sez. II, 26 maggio 2004, n. 8998).
Con il secondo mezzo il ricorrente contesta la legittimità del provvedimento di acquisizione sostenendo che sull'area interessata dalle opere abusive non sussisterebbe alcun vincolo di inedificabilità assoluta per cui il comportamento del Comune di Casoria sarebbe stato del tutto arbitrario.
La tesi non convince; con le censure in esame l'interessato tenta di rimettere in discussione il diniego espresso dal Comune sull'istanza di sanatoria presentata dalla proprietaria del terreno, diniego che non risulta nemmeno tempestivamente impugnato.
Al riguardo giova osservare, peraltro, che l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive è atto dovuto, senza alcun contenuto discrezionale, avente natura meramente dichiarativa, subordinato unicamente all’accertamento dell’inottemperanza e del decorso del termine di legge fissato per la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi, che opera automaticamente con riguardo non solo all’opera abusiva ed all’area di sedime, ma anche alle pertinenze.
Ne consegue che esso è sufficientemente motivato con l’affermazione dell’abusività delle opere connessa alla loro realizzazione senza previo titolo autorizzatorio e dell’accertata inottemperanza, per cui non assume alcun rilievo il richiamo alla asserita edificabilità dell’area come anche il generico riferimento al fatto che analoghe opere abusive in aree limitrofe non sarebbero state sanzionate.
In conclusione il ricorso deve essere respinto.
Le spese seguono la soccombenza nella misura indicata nel dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio nei confronti del Comune di Casoria, che liquida in complessivi € 1.500,00 (millecinquecento/00), comprensivi di IVA e CPA.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 15 dicembre 2011 con l'intervento dei magistrati:
Carlo D'Alessandro, Presidente
Anna Pappalardo, Consigliere
Vincenzo Blanda, Primo Referendario, Estensore



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