a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Basilicata, Sezione I, 15 febbraio 2012


Per il credito a titolo di costo di costruzione il dies a quo del termine ordinario prescrizionale non decorre dalla data stabilita in concessione per l’ultimazione dei lavori, ma da quella in cui l’opera è stata effettivamente ultimata

SENTENZA N. 71

Per il credito a titolo di costo di costruzione il dies a quo del termine ordinario prescrizionale non decorre dalla data stabilita in concessione per l’ultimazione dei lavori, ma da quella in cui l’opera è stata effettivamente ultimata, tenuto conto che di questo elemento di fatto deve essere data contezza all'Amministrazione da parte del privato. Sicché, in difetto di tale elemento, il termine prescrizionale non decorre nei confronti dell’Amministrazione creditrice in quanto il contributo relativo al costo di costruzione non può essere esigibile prima della scadenza del sessantesimo giorno dall'ultimazione delle opere, ai sensi dell'art. 11 comma 2, L. n. 10/1977 (ora sostituito dall’art. 16, comma 3, DPR n. 380/2001), per cui solo la scadenza di detto termine può determinare il dies a quo di decorrenza della prescrizione decennale del diritto, tenuto pure conto dell’art. 2935 C.C., secondo cui, in generale, la prescrizione non può decorrere se non dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.

FATTO E DIRITTO

1.In data 8.8.2000 il Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Pomarico rilasciava al ricorrente la concessione edilizia per la realizzazione dei lavori di demolizione e ricostruzione di un vecchio fabbricato rurale, sito nella Contrada Alvanello, senza determinare il costo di costruzione.
Soltanto con nota prot. n. 2586 del 5.5.2011 (notificata al ricorrente il 13.5.2011) il Responsabile del Servizio Urbanistica del Comune quantificava il costo di costruzione in 2.891,49 € ed invitava il ricorrente a pagare tale somma entro 7 giorni, con l’espresso “avvertimento che, qualora non si provveda, la somma di cui sopra sarà iscritta a ruolo con l’aggiunta di sanzioni ed interessi di mora”.
Il ricorrente con nota del 13.5.2011 eccepiva la prescrizione.
In data 22.11.2011 Equitalia Basilicata S.p.A. notificava al ricorrente apposita cartella di pagamento, con la quale è stato ingiunto al ricorrente il pagamento della somma complessiva di 3.031,82 €, a titolo di costo di costruzione, connesso alla predetta concessione edilizia dell’8.8.2000.
Con istanza dell’1/2.12.2011 il ricorrente chiedeva al Comune resistente di annullare tale cartella esattoriale, reiterando l’eccezione di prescrizione.
Con nota prot. n. 6740 del 7.12.2011 il Responsabile del Servizio Urbanistica del Comune di Pomarico faceva presente sia che la prescrizione del costo di costruzione decorreva dalla data di ultimazione dei lavori, sia che il ricorrente non aveva ancora comunicato l’ultimazione dei lavori, per cui riteneva che la prescrizione non era intervenuta.
Con nota del 12.12.2011 il ricorrente insisteva per l’annullamento della citata cartella esattoriale, ribadendo l’eccezione di prescrizione.
1.1.La predetta cartella esattoriale, notificata il 22.11.2011 da Equitalia Basilicata S.p.A. al ricorrente, è stata impugnata con il presente ricorso (notificato il 22/23.12.2011), eccependo la prescrizione decennale, decorrente dalla data di rilascio della suddetta concessione edilizia.
2.In via preliminare, va affermata la giurisdizione del Giudice Amministrativo nella controversia in esame, in quanto in materia di contributi derivanti dal rilascio di concessione edilizia sussiste la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, prevista prima dall’art. 16 L. n. 10/1977 e poi dall’art. 34 D.Lg.vo n. 80/1998 (ora sostituito dall’art. 133, lett. f, Cod. Proc. Amm.), e tale giurisdizione sussiste anche quando attiene alla richiesta, mediante cartella esattoriale o ordinanza ingiunzione ex art. 2 R.D. n. 639/1910. Infatti, poiché tale giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sulle controversie concernenti gli atti, i provvedimenti e i comportamenti della pubblica amministrazione in materia urbanistica ed edilizia, comprende anche le questioni relative alla determinazione, liquidazione e riscossione degli oneri di urbanizzazione, essa si estende alle fattispecie, nelle quali il momento della riscossione del contributo concessorio e delle connesse sanzioni per ritardato pagamento si attua con la cartella esattoriale. Anche perché, nella specie, il ricorrente non ha dedotto vizi propri e specifici della cartella di pagamento, ma vizi della pregressa sanzione edilizia e delle conseguenti pretese patrimoniali dell'Amministrazione, tenuto conto della circostanza che, quando si contesta la legittimità dell’iscrizione a ruolo per difetto di un titolo legittimante o per il sopravvenire di fatti estintivi dell’obbligo, va azionata l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 C.P.C., mentre, quando si deducono vizi formali della cartella esattoriale o del procedimento di esecuzione esattoriale, va esperita l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 C.P.C.. (cfr. SS.UU. Civ.. n. 22514 del 20.10.2006; idem, n. 7897 del 20.5.2003; TAR Toscana, III, n. 265 dell’11.2.2011; TAR Lazio,I, n. 29665 del 3.8.2010; TAR Napoli, II, n. 19792 dell’8.11.2008; TAR Sardegna, II, n. 1212 del 17.6.2008).
2.1.Sempre in via preliminare, va precisato che le controversie che hanno ad oggetto la legittimità o meno del contributo relativo a concessioni edilizie (ora permessi di costruire), vertono sull’esistenza o sulla misura di una obbligazione direttamente stabilita dalla legge, per cui l’atto, con il quale l’Amministrazione comunale provvede in merito alla determinazione del contributo di costruzione non ha natura autoritativa, ma di atto paritetico e, pertanto, la posizione del soggetto, nei cui confronti è richiesto il pagamento, è di diritto soggettivo e non di interesse legittimo. Conseguentemente, tutte le controversie, inerenti all’an e al quantum della pretesa contributiva del Comune, possono essere esperite nel termine di prescrizione decennale e non nel termine decadenziale di 60 giorni ex art. 29 Cod. Proc. Amm..
3.Nel merito il presente ricorso risulta infondato e pertanto va respinto.
Infatti, sia ai sensi del previgente art. 11, comma 2, L. n. 10/1977, sia ai sensi del vigente art. 16, comma 3, DPR n. 380/2001 “la quota del contributo relativa al costo di costruzione, determinata all’atto di rilascio, è corrisposta in corso d’opera, con le modalità e garanzie stabilite dal Comune non oltre 60 giorni dall’ultimazione della costruzione”.
Pertanto, merita adesione l’orientamento giurisprudenziale (TAR Catanzaro I,. n. 522 del 14.4.2011; TAR Napoli, II, n. 3147 dell’8.6.2009; TAR Sardegna, II, n. 9 del 14.1.2008; TAR Umbria, n. 512 del 23.6.2003), secondo cui per il credito a titolo di costo di costruzione il dies a quo del termine ordinario prescrizionale non decorre dalla data stabilita in concessione per l’ultimazione dei lavori, ma da quella in cui l’opera è stata effettivamente ultimata, tenuto conto che di questo elemento di fatto deve essere data contezza all'Amministrazione da parte del privato. Sicché, in difetto di tale elemento, il termine prescrizionale non decorre nei confronti dell’Amministrazione creditrice in quanto il contributo relativo al costo di costruzione non può essere esigibile prima della scadenza del sessantesimo giorno dall'ultimazione delle opere, ai sensi dell'art. 11 comma 2, L. n. 10/1977 (ora sostituito dall’art. 16, comma 3, DPR n. 380/2001), per cui solo la scadenza di detto termine può determinare il dies a quo di decorrenza della prescrizione decennale del diritto, tenuto pure conto dell’art. 2935 C.C., secondo cui, in generale, la prescrizione non può decorrere se non dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.
3.1.Pertanto, poiché il ricorrente oltre a non aver comunicata l’ultimazione dei lavori (circostanza esplicitamente dedotta dal Responsabile del Servizio Urbanistica del Comune di Pomarico nella nota prot. n. 6740 del 7.12.2011 e non smentita dal ricorrente, per cui, nella specie, va applicato il principio di non contestazione di cui al vigente art. 115, comma 1, C.P.C., previsto anche dall’art. 64, comma 2, Cod. Proc. Amm.), non ha provato la conoscenza da parte del Comune resistente dell’ultimazione delle opere assentite o anche l’ultimazione dei lavori 10 anni prima della ricezione della nota Responsabile Servizio Urbanistica Comune di Pomarico prot. n. 2586 del 5.5.2011, deve ritenersi non prescritto il diritto al pagamento del costo di costruzione, la cui quantificazione di 2.891,49 € non è stata contestata dal ricorrente.
A quanto sopra consegue la reiezione del ricorso in esame e per l’effetto l’esecutività dell’impugnata cartella di pagamento.
4.Poiché il Comune di Pomarico non si è costituito in giudizio, nulla per le spese.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata respinge il ricorso in epigrafe.
Nulla per le spese.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Potenza nella camera di consiglio del giorno 25 gennaio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Michele Perrelli, Presidente
Giancarlo Pennetti, Consigliere
Pasquale Mastrantuono, Consigliere, Estensore


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