a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Umbria, Sezione I, 14 marzo 2012


Anche se la strada non è vicinale, è obbligo del Comune, considerata la comproprietà della strada e la sua fruizione finalizzata ad accedere ai fondi di diversi proprietari, di coinvolgere il vicino al momento del rilascio del titolo edilizio

SENTENZA N. 94

1. Secondo il nuovo percorso, in particolare, la strada andrebbe a terminare sulle piantagioni di ulivo di proprietà del sig. Rossi, contigue al fondo della ricorrente che si vedrebbe poi privata della disponibilità di due alberi d’alto fusto, il cui abbattimento è necessario per la realizzazione del tracciato.

2. Anche in assenza del presupposto necessario per considerare la strada devoluta all’uso pubblico, rappresenta preciso obbligo del Comune, considerata la comproprietà della strada e la sua fruizione finalizzata ad accedere ai fondi di diversi proprietari, di coinvolgere, al momento del rilascio del provvedimento, anche la ricorrente in qualità di proprietario del fondo latistante la strada di che trattasi. Detto obbligo appare conforme non solo alla L. n. 241/1990 sul procedimento amministrativo ma anche al D.P.R. n. 380/2001 laddove impone, prima del rilascio di un titolo edilizio, di procedere alla valutazione dell’interesse del terzo o della contestazione del provvedimento da parte di quest’ultimo, sotto il profilo del merito e della legittimità dell’azione amministrativa.

3. In tema di titoli edilizi (art. 11, commi 2 e 3, D.P.R. n. 380/2001, e art. 6, della l.r. Umbria n. 1/2004) costituisce principio generale che il loro rilascio avviene “con salvezza dei diritti di terzi”: questo non esclude però che il Comune, nei procedimento autorizzatori, debba compiere una valutazione della sussistenza dei presupposti urbanistico-edilizi, e in generale pubblicistici, della trasformazione del territorio richiesta e delle possibili situazioni eventualmente in conflitto, qualora agevolmente verificabili in quanto desumibili dagli elementi che l’istante è tenuto a dimostrare o dichiarare (T.A.R. Umbria, Perugia 5 settembre 2011 n. 290).

FATTO

1. Nella qualità di proprietaria di un terreno con annesso fabbricato siti in Agro di Baschi (TR) Voc. Murotondo, censito al catasto terreni fg.56, part. 37, confinante con quello del signor Odoardo Gialletti censito al catasto terreno di Baschi al fg. 56 part. 38, la dottoressa Carla Pierini impugna il provvedimento n. 9 del 25 febbraio 2010 recante il rinnovo del permesso di costruire n. 8 del 10 marzo 2009 per modifica percorso di un tratto di strada interpoderale, rilasciato dal Comune in favore del controinteressato.
1.1. La ricorrente espone che il tratto della strada vicinale di Murotondo che separa i rispettivi terreni è in comproprietà con il controinteressato ed è destinato ad accesso ai fondi finitimi e a comunicazione dei poderi con la zona comunale di Baschi e con la viabilità vicinale e provinciale.
2. Nel mese di marzo 2009 il signor Gialletti aveva richiesto la modifica del tratto di strada e il Comune gli aveva rilasciato il permesso di costruire n.8 del 10 marzo 2009, senza dare alcun avviso alla confinante dott.ssa Pierini.
2.1. Nel giugno 2009 la ricorrente aveva sporto querela contro ignoti per l’estirpazione di un esemplare di rovere insistente sulla proprietà lungo la strada interpoderale che divideva il suo fondo da quello del Gialletti. Dalle indagini era emerso che la pianta era stata abbattuta dal signor Gialletti in esecuzione del permesso di costruire n.8 del 2009 per il previsto allargamento della strada. In seguito alla vicenda, di cui erano state messe al corrente la Comunità montana, la regione Umbria e il Comune di Baschi, non fu più data esecuzione al permesso di costruire.
2.2. Nel prosieguo è stato rilasciato il successivo provvedimento n. 9 del 25 febbraio 2010 senza alcun contraddittorio con la ricorrente.
3. Avverso il nuovo permesso di costruire sono dedotte cinque distinte censure, le prime due di violazione dell’art. 14 del D.lgt. n.1446/1918 per essere stato l’impugnato permesso di costruire rilasciato in assenza della previa autorizzazione delle competenti autorità amministrative, come necessario, dato l’uso pubblico a cui la strada è sottoposta ab immemorabili e in mancanza della previa valutazione in ordine al miglior utilizzo dei fondi finitimi connesso alla modifica del transito della strada.
3.1. Si afferma nelle ulteriori tre censure la violazione dell’art. 832 c.c. e dell’art. 11 del T.U. n. 238/2001 in quanto: - il provvedimento sarebbe stato rilasciato a soggetto non legittimato essendo il signor Gialletti soltanto comproprietario della strada; - la nuova strada va a incidere su due piante di rovere di proprietà della ricorrente ricadenti su area di sua proprietà esclusiva; - la ricorrente non è stata partecipata dello spostamento della strada vicinale tramite notificazione dell’avviso di avvio del procedimento.
4. Nel giudizio si è costituito il Comune di Baschi chiedendo il rigetto del ricorso e contestando il carattere di vicinalità della strada per la quale è stato rilasciato il permesso di costruire.

DIRITTO

1. E’ materia del contendere l’autorizzazione n. 9 del 25 febbraio 2011 con la quale è stato rinnovato il permesso di costruire n. 8 del 10 marzo 2009 per la modifica del tratto di strada che separa il fondo di proprietà della odierna ricorrente dottoressa Carla Pierini da quello del controinteressato signor Odoardo Gialletti.
2. Del ricorso non è suscettibile di esito favorevole la prima censura nella quale si contesta la legittimità del titolo edilizio sul presupposto del carattere di vicinalità della strada, la cui modifica anche temporanea nelle condizioni di transito, implica ai sensi dell’art. 14 del d.l.lgt. n. 1446/1918 l’autorizzazione dell’autorità amministrativa, da rilasciare con speciale riguardo alla migliore utilizzazione dei fondi e delle industrie a cui la strada serve.
2.1. La necessità di detta autorizzazione sussiste allorché alla strada sia riconosciuto il carattere di strada vicinale o soggetta a uso pubblico in base all’art. 2 comma 6 lett. d) del D.lgs. n. 285/1992 che assimila alle strade comunali quelle vicinali.
2.2. La strada di Murotondo assolve alla funzione prevalente di separare poderi appartenenti a diversi proprietari: per ricondurne le caratteristiche a quelle delle strade vicinali è perciò necessario che la stessa sia inserita negli appositi elenchi previsti dall'art. 20, l. 20 marzo 1865 n. 2248, all.to f) o che sia di per sé idonea a soddisfare un interesse pubblico.
2.3. Anche se nella nota del 29 aprile 2009 a firma del CTU del Tribunale di Orvieto si attesta che la strada Calvelli Murotondo … sulla mappa catastale sin dall’impianto del NCT è indicata “strada vicinale” e quindi appartiene dal demanio del Comune, nella nota del 23 dicembre 2008, il Comune di Baschi attesta che la strada di cui trattasi “non è compresa nell’elenco delle strade pubbliche o a uso pubblico” (cfr. all.ti 10 e 11 dep. 20.07.2011).
2.4. Di fronte al principio di prova dell’uso pubblico della strada offerto dalla ricorrente con l’esibizione delle foto panoramiche risalenti rispettivamente agli anni 1977, 1987, 2000 e 2005, il Comune di Baschi ha offerto un principio di prova contraria producendo l’elenco della viabilità minore a uso pubblico in data 17 luglio 2001, nel quale non si rinviene alcuna iscrizione (doc. 6, dep. Comune 20.07.2011).
2.5. Anche se l’indicazione nell'elenco delle strade comunali (o vicinali) è puramente presuntivo della natura pubblica della strada (Cons. St., sez. V, 7 dicembre 2010, n. 8624), l’impossibilità di provare in maniera inconfutabile il carattere vicinale della strada interpoderale di Murotondo che separa il terreno della ricorrente da quello del controinteressato, implica il rigetto delle censura nella parte in cui afferma che il rilascio dell’autorizzazione al mutamento del percorso stradale doveva essere preceduto dall’autorizzazione dell’autorità amministrativa, tenuto conto della migliore utilizzazione dei fondi e delle industrie a cui la strada è asservita.
3. Sono invece da accogliere il secondo e il terzo motivo nella parte in cui affermano che il provvedimento impugnato è stato emesso senza la previa valutazione del diverso utilizzo dei fondi finitimi dovuto alla modifica della strada anche in ragione della sua appartenenza a diversi proprietari, quale è la ricorrente signora Pierini, i cui fondi confinano con l’altro versante viario.
3.1. Secondo il nuovo percorso, in particolare, la strada andrebbe a terminare sulle piantagioni di ulivo di proprietà del sig. Enrico Rossi, contigue al fondo della ricorrente che si vedrebbe poi privata della disponibilità di due alberi d’alto fusto, il cui abbattimento è necessario per la realizzazione del tracciato.
3.2. Anche in assenza del presupposto necessario per considerare la strada devoluta all’uso pubblico, rappresenta preciso obbligo del Comune, considerata la comproprietà della strada e la sua fruizione finalizzata ad accedere ai fondi di diversi proprietari, di coinvolgere, al momento del rilascio del provvedimento, anche la ricorrente in qualità di proprietario del fondo latistante la strada di che trattasi.
3.3. Detto obbligo appare conforme non solo alla L. n. 241/1990 sul procedimento amministrativo ma anche al D.P.R. n. 380/2001 laddove impone, prima del rilascio di un titolo edilizio, di procedere alla valutazione dell’interesse del terzo o della contestazione del provvedimento da parte di quest’ultimo, sotto il profilo del merito e della legittimità dell’azione amministrativa.
3.4. In tema di titoli edilizi (art. 11, commi 2 e 3, D.P.R. n. 380/2001, e art. 6, della l.r. Umbria n. 1/2004) costituisce principio generale che il loro rilascio avviene “con salvezza dei diritti di terzi”: questo non esclude però che il Comune, nei procedimento autorizzatori, debba compiere una valutazione della sussistenza dei presupposti urbanistico-edilizi, e in generale pubblicistici, della trasformazione del territorio richiesta e delle possibili situazioni eventualmente in conflitto, qualora agevolmente verificabili in quanto desumibili dagli elementi che l’istante è tenuto a dimostrare o dichiarare (T.A.R. Umbria, Perugia 5 settembre 2011 n. 290).
3.5. Che il Comune, nel rilasciare il nuovo permesso di costruire solo perché il precedente era scaduto per mancato utilizzo, non abbia valutato anche l’interesse della ricorrente, come la legge impone anche a fini del precetto dell’economia dei mezzi giuridici onde procedere a una valutazione complessiva dell’istanza di rilascio, evitando così l’insorgere di possibili contenziosi, vizia irrimediabilmente il provvedimento sotto il profilo dell’istruttoria e della conseguente motivazione del medesimo.
4. Il ricorso deve quindi essere accolto dato il fondamento delle suesposte censure con assorbimento delle altre.
4.1. Le spese seguono la soccombenza e devono essere liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Umbria definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, accoglie il ricorso e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato.
Condanna il Comune intimato alle spese del presente giudizio in favore della ricorrente che liquida nella misura forfetaria di euro 1.000,00 (mille/00) oltre I.V.A. e CAP.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Perugia nella camera di consiglio del giorno 8 febbraio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Cesare Lamberti, Presidente, Estensore
Pierfrancesco Ungari, Consigliere
Stefano Fantini, Consigliere



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