a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.R.G.A. Trento, 27 settembre 2012


È unicamente con l’approvazione del progetto esecutivo, provvedimento tipico e dichiarativo della pubblica utilità, che si esplicita formalmente la definitiva volontà dell’Amministrazione di realizzare l’opera pubblica

SENTENZA N. 287

È unicamente con l’approvazione del progetto esecutivo, provvedimento tipico e dichiarativo della pubblica utilità, che si esplicita formalmente la definitiva volontà dell’Amministrazione di realizzare l’opera pubblica (cfr., C.d.S., sez. VI, 24.11.2011, n. 6207). Secondo la normativa provinciale, dunque, è il progetto esecutivo a presentare una stabile connotazione che consente di valutare appieno i profili di interferenza per coloro che se ne ritengono lesi; solo il progetto esecutivo, in altri termini, è l’atto che concreta ed attualizza la lesione delle posizioni giuridiche non solo dei proprietari interessati alle espropriazioni ma anche dei soggetti confinanti o vicini che contestano le modalità di realizzazione dell’opera pubblica. Rammenta poi il Collegio che la problematica in esame è stata da tempo risolta dalla giurisprudenza del Giudice d’appello, il quale, con orientamento consolidato - dal quale non si rinvengono ragioni per discostarsi - ha chiarito che i progetti preliminari di opere pubbliche, di per sé, non sono nemmeno atti autonomamente impugnabili, perché meramente endoprocedimentali, diversamente dalla successiva fase progettuale (solamente alla quale è connessa la dichiarazione di pubblica utilità), che deve essere perciò impugnata poiché immediatamente in grado di ledere la posizione giuridica soggettiva dei singoli (cfr., C.d.S., sez. V, 3.5.2012, n. 2535; sez. IV, 22.6.2006, n. 3949).

FATTO

1. I ricorrenti sono proprietari della p.ed. 762, la quale tavolarmente individua una palazzina di tre piani e annessa area pertinenziale, situata in centro a Madonna di Campiglio, rinomata località turistica del Comune di Pinzolo.
Essa confina con lo stadio dello slalom, punto di arrivo della nota pista da sci ‘3Tre’ che è stata spesso utilizzata per disputare gare di slalom speciale del circuito internazionale della Coppa del Mondo di sci alpino.
2. Con il presente ricorso essi hanno impugnato la deliberazione della Giunta comunale di Pinzolo di data 4 agosto 2011 con la quale è stato approvato il progetto definitivo per la realizzazione di un nuovo stadio dello slalom, oltre alla deliberazione del Consiglio comunale del 9 maggio 2011 di approvazione del progetto preliminare dell’opera.
3. Il ricorso è affidato alle seguenti censure:
I - “violazione ed errata interpretazione degli artt. 7, 8, 9, 10 e 21 octies della l. 7.8.1990, n. 241; violazione dei principi di economicità ed efficienza dell’azione amministrativa; eccesso di potere per carente o insufficiente istruttoria”, per non avere l’Amministrazione comunicato l’avvio del procedimento ai proprietari confinanti con l’opera da realizzare;
II - “eccesso di potere per contraddittorietà, illogicità, arbitrarietà di comportamento dell’Amministrazione”, perché l’incontro del 22 novembre 2011 avrebbe dimostrato solo un’apparente democraticità;
III - IV - “eccesso di potere per difetto e/o insufficiente istruttoria, travisamento ed erronea valutazione di fatti e presupposti, illogicità, arbitrarietà e irrazionalità delle scelte amministrative”, atteso che la progettata opera presenterebbe sia criticità funzionali (relative al numero dei posti auto da cedere o affittare a terzi, alla collocazione del previsto museo e delle postazioni box-tv; all’eliminazione del quinto e del sesto livello) che, se modificate, potrebbero diminuire l’altezza del complesso mantenendo inalterati gli spazi previsti; sia criticità ambientali, in quanto la nuova struttura (prevista con un notevole sviluppo in altezza e descritta come “un forte elemento deturpante”) si inserirà in una zona completamente urbanizzata, caratterizzata da edifici a destinazione residenziale e alberghiera con differenti caratteristiche tipologiche e altezze contenute; dalla sua realizzazione, inoltre, conseguirà la cancellazione del diritto di panorama a favore dell’edificio di proprietà dei ricorrenti.
4. Con ricorso per motivi aggiunti, notificato in data 8 febbraio 2012, i sig. Silva Confalonieri e Ballerio hanno anche impugnato la deliberazione della Giunta comunale di data 6 dicembre 2011 con la quale è stato approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del nuovo stadio dello slalom, oltre agli altri atti citati in epigrafe.
Avverso questi ulteriori provvedimenti essi hanno dedotto le stesse censure già presentate con l’atto introduttivo, oltre al seguente vizio proprio:
V - “eccesso di potere per difetto e/o insufficiente istruttoria, difetto di motivazione, travisamento ed erronea valutazione di fatti e presupposti, illogicità, arbitrarietà e irrazionalità delle scelte amministrative”, in quanto l’Amministrazione comunale, con la nota del 14 dicembre 2011, non avrebbe adeguatamente corrisposto in merito alle criticità funzionali e ambientali evidenziate dai ricorrenti.
5. Il Comune di Pinzolo, Madonna di Campiglio, S. Antonio di Mavignola si è costituito in giudizio eccependo in rito la tardività del ricorso e la sua inammissibilità per carenza di legittimazione in capo ai ricorrenti, che non sarebbero toccati dal nuovo progetto. Quanto al merito del ricorso, ne ha chiesto la reiezione.
6. In vista dell’udienza di merito le parti hanno depositato ulteriore documentazione nonché memorie conclusionali.
7. Alla pubblica udienza del 12 luglio 2012 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

1. In sede pregiudiziale occorre innanzitutto definire le eccezioni di tardività e di inammissibilità del ricorso opposte dalla difesa dell’Amministrazione comunale sui rilievi:
- che il termine d’impugnazione per la deliberazione del 4 agosto 2011, gravata con l’atto introduttivo, che ha approvato il progetto definitivo del nuovo stadio dello slalom, è decorso dalla scadenza del termine della sua pubblicazione all’albo comunale, ossia il 15 agosto successivo;
- che i ricorrenti non sono direttamente toccati dal progetto.
A - L’eccezione di tardività - tenuto anche conto che con il successivo ricorso per motivi aggiunti i ricorrenti hanno impugnato la deliberazione del 6 dicembre 2011 che ha approvato il progetto esecutivo di detta opera - è infondata.
Invero, l’art. 18 della l.p. 10.9.1993, n. 26 (in materia di lavori pubblici di interesse provinciale), prevede - in difformità da quanto disposto dall’art. 12 del t.u. nazionale sulle espropriazioni 8.6.2001, n. 327 - che solo l'approvazione del progetto “esecutivo” di un’opera pubblica equivale a dichiarazione di pubblica utilità, di urgenza ed indifferibilità e che è il progetto esecutivo che deve essere depositato presso la segreteria del comune con i prescritti elaborati grafici e descrittivi.
In proposito, la giurisprudenza afferma che è unicamente con l’approvazione del progetto esecutivo, provvedimento tipico e dichiarativo della pubblica utilità, che si esplicita formalmente la definitiva volontà dell’Amministrazione di realizzare l’opera pubblica (cfr., C.d.S., sez. VI, 24.11.2011, n. 6207).
Secondo la normativa provinciale, dunque, è il progetto esecutivo a presentare una stabile connotazione che consente di valutare appieno i profili di interferenza per coloro che se ne ritengono lesi; solo il progetto esecutivo, in altri termini, è l’atto che concreta ed attualizza la lesione delle posizioni giuridiche non solo dei proprietari interessati alle espropriazioni ma anche dei soggetti confinanti o vicini che contestano le modalità di realizzazione dell’opera pubblica.
Rammenta poi il Collegio che la problematica in esame è stata da tempo risolta dalla giurisprudenza del Giudice d’appello, il quale, con orientamento consolidato - dal quale non si rinvengono ragioni per discostarsi - ha chiarito che i progetti preliminari di opere pubbliche, di per sé, non sono nemmeno atti autonomamente impugnabili, perché meramente endoprocedimentali, diversamente dalla successiva fase progettuale (solamente alla quale è connessa la dichiarazione di pubblica utilità), che deve essere perciò impugnata poiché immediatamente in grado di ledere la posizione giuridica soggettiva dei singoli (cfr., C.d.S., sez. V, 3.5.2012, n. 2535; sez. IV, 22.6.2006, n. 3949).
Tornando agli atti di causa, si osserva che il progetto esecutivo del nuovo stadio dello slalom è stato approvato con la deliberazione della Giunta comunale del 6.12.2011, pubblicata all’albo pretorio il 7.12.2011 per dieci giorni consecutivi; né consegue che, trattandosi di pubblicità legale, la sua presunzione di conoscenza decorre dall’ultimo giorno di pubblicazione del provvedimento ossia dal 17.12.2011.
Se con l’atto introduttivo del presente ricorso sono stati impugnati i progetti preliminare e definitivo del nuovo stadio, atti quindi endoprocedimentali, con i successivi motivi aggiunti, notificati il giorno 8 febbraio 2012, il ricorso è stato tuttavia integrato con l’impugnazione del progetto esecutivo, che non solo individua i caratteri definitivi dell'opera ma è anche lesivo degli interessi dei ricorrenti.
B - Quanto all’eccezione di carenza di legittimazione in capo ai ricorrenti, è sufficiente replicare richiamando i principi consolidati enunciati dalla giurisprudenza amministrativa, la cui notorietà esime il Collegio dall’enunciazione di riferimenti, secondo cui la legittimazione e l’interesse al ricorso in materia urbanistico-edilizia si radicano sulla base del criterio della “vicinitas”, ossia, nel caso in esame, la contiguità tra la proprietà dei ricorrenti e il realizzando stadio dello slalom.
Il presente ricorso è dunque tempestivo e ammissibile sul piano della legittimazione.
2. Il ricorso, tuttavia, è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
In termini generali occorre rammentare che nel processo amministrativo l'interesse al ricorso, in quanto condizione dell’azione, deve sussistere non solo al momento della proposizione dell’azione introduttiva ma anche in quello della pronuncia finale, con conseguente attribuzione al giudice amministrativo del potere di verificare la persistenza della predetta condizione in relazione a ciascuno di tali momenti (cfr., in termini, C.d.S., sez. V, 21.3.2011, n. 1734 e sez. VI, 3.9.2009, n. 5191).
Ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse in tutte le ipotesi in cui la richiesta di annullamento giurisdizionale di uno o più atti amministrativi non sia in grado di arrecare alcun vantaggio all'interesse sostanziale del ricorrente.
Tornando alla vicenda di causa, occorre ora precisare che con distinto ricorso iscritto al n.r.g. 25/2012 altri soggetti privati, anch’essi incisi dagli stessi provvedimenti gravati in questa sede, li hanno a loro volta impugnati. Con sentenza n. 284, depositata in data 14 settembre 2012, questo Tribunale ha accolto il ricorso e annullato tutti i provvedimenti impugnati.
Pertanto, il qui richiesto annullamento di tutti gli atti della medesima procedura di approvazione del progetto del nuovo stadio dello slalom non reca più alcun vantaggio ai ricorrenti, essendo quegli atti già stati annullati con la menzionata sentenza n. 284 del 2012.
3. Il Collegio, pertanto, deve dare atto dell’improcedibilità del presente ricorso per sopravvenuta carenza di interesse alla coltivazione dello stesso.
Quanto alle spese di lite, il Collegio reputa che esse possano rimanere compensate anche tenuto conto della peculiarità, in punto di fatto, della vicenda.

P.Q.M.

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento (Sezione Unica)
definitivamente pronunciando sul ricorso n. 258 del 2011,
lo dichiara improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
Compensa le spese del giudizio.
Così deciso in Trento nelle camere di consiglio dei giorni 12 luglio e 26 settembre 2012 con l'intervento dei magistrati:
Armando Pozzi, Presidente
Lorenzo Stevanato, Consigliere
Alma Chiettini, Consigliere, Estensore


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