a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Lazio Latina, Sezione I, 3 ottobre 2012


La mancanza del piano attuativo non è circostanza che di per sé giustifichi il diniego del titolo abilitativo

SENTENZA N. 709

La mancanza del piano attuativo non è circostanza che di per sé giustifichi il diniego del titolo abilitativo, necessitando verificare in concreto l'esistenza di opere di urbanizzazione adeguate a supportare l'ulteriore intervento, la qual cosa implica la rigorosa valutazione degli effetti che l'intervento da abilitare produrrebbe sul territorio di riferimento. Per tali ipotesi l'Amministrazione ha, perciò, l'obbligo di verificare il grado di urbanizzazione delle aree di intervento, al fine di stabilire se sia ancora necessaria l'approvazione di un piano di dettaglio per asservire un'area non ancora urbanizzata, tenendo conto della situazione esistente al momento della richiesta del titolo abilitativo (cfr. Consiglio di Stato, sez. V n. 5953 del 9.10.2006; sez. IV n. 6171 del 4.12.2007).

FATTO

Con ricorso notificato il 24.12.2008, tempestivamente depositato, il sig. Mario Cerasoli domanda l'annullamento del provvedimento comunale di cui in epigrafe, con il quale è stata respinta l'istanza tesa all'ottenimento di una concessione edilizia per la realizzazione di un villino da destinare a civile abitazione su un appezzamento di terreno di proprietà del ricorrente sito in S. Felice Circeo, in Via Terracina, ricadente in zona C – sottozona C/1 (nuova espansione edilizia residenziale urbana) del vigente piano regolatore.
A sostegno dell’introdotta impugnativa l’interessato ha dedotto: 1) eccesso di potere per difetto di motivazione, violazione del giusto procedimento; 2) violazione di legge, eccesso di potere errata valutazione dei fatti, attesa la quasi totale edificazione della zona su cui insiste la proprietà e la completa dotazione delle opere di urbanizzazione.
Non si è costituito in giudizio l'intimato Comune intimato.
Alla pubblica udienza del 12.7.2012, il ricorso è stato trattenuto per la decisione.

DIRITTO

Viene all'odierno esame del Collegio la questione inerente la legittimità del provvedimento adottato dal Comune di San Felice Circeo, in data 22.10.2008, n. 27084, con il quale è stata respinta l'istanza per l'ottenimento di concessione edilizia per la realizzazione di un villino da destinare a civile abitazione su terreno di proprietà, ricadente in zona C (nuova espansione edilizia residenziale urbana) del vigente piano regolatore comunale.
Il provvedimento impugnato, in relazione all’esame istruttorio eseguito, motiva il diniego al rilascio della concessione con argomentazione imperniata sulla circostanza che l'area interessata dalla istanza ricade in zona per la quale il piano regolatore prevede l'obbligo di piano particolareggiato o di lottizzazione convenzionata.
Il ricorso è fondato.
Osserva, anzitutto, il Collegio - facendo richiamo ad un consolidato indirizzo giurisprudenziale - che “l'Amministrazione non può giustificare il diniego di rilascio del titolo con esclusivo riferimento alla necessità della previa approvazione di un nuovo piano attuativo, che si sostanzierebbe in un'atipica ed illegittima misura di salvaguardia” (cfr. Tar Napoli II n. 296,297,298 del 18.1.2008).
Ed invero, ai fini del rilascio del titolo abilitativi uno stato di sufficiente urbanizzazione della zona che renda superflua la pianificazione di dettaglio deve ritenersi equivalente, in via generale, alla operatività di un piano attuativo al momento della presentazione della domanda.
Ciò equivale a dire che la mancanza del piano attuativo non è circostanza che di per sé giustifichi il diniego del titolo abilitativo, necessitando verificare in concreto l'esistenza di opere di urbanizzazione adeguate a supportare l'ulteriore intervento, la qual cosa implica la rigorosa valutazione degli effetti che l'intervento da abilitare produrrebbe sul territorio di riferimento.
Per tali ipotesi l'Amministrazione ha, perciò, l'obbligo di verificare il grado di urbanizzazione delle aree di intervento, al fine di stabilire se sia ancora necessaria l'approvazione di un piano di dettaglio per asservire un'area non ancora urbanizzata, tenendo conto della situazione esistente al momento della richiesta del titolo abilitativo (cfr. Consiglio di Stato, sez. V n. 5953 del 9.10.2006; sez. IV n. 6171 del 4.12.2007).
In conclusione, la determinazione comunale impugnata è inficiata nella parte in cui omette la doverosa verifica istruttoria della sufficienza del regime rinvenibile nel vigente PRG e dello stato di urbanizzazione dell'area, vale a dire ogni valutazione circa la coerenza dell'intervento con il regime rinvenibile nel vigente PRG od in merito alla necessità di un piano attuativo.
La mancanza di ogni riferimento alla necessaria e preliminare verifica dell'utilizzabilità, come paradigma di assentibilità dell'intervento, della disciplina contenuta nel PRG palesa i vizi di difetto di istruttoria e di motivazione, in quanto finisce con l'essere un giudizio assunto sulla base dell'attuazione di un parametro normativo non immediatamente ed automaticamente applicabile alla fattispecie esaminata.
Alla stregua delle suesposte considerazioni il ricorso, assorbita ogni altra censura, va accolto.
Sussistono, peraltro, giusti motivi per compensare le spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il diniego impugnato.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Latina nella camera di consiglio del giorno 12 luglio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Francesco Corsaro, Presidente
Santino Scudeller, Consigliere
Antonio Massimo Marra, Consigliere, Estensore


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