a cura del Dott. Francesco Barchielli



T.A.R. Toscana, Sezione III, 11 ottobre 2012


La destinazione a parcheggio pubblico non rappresenta un vincolo a carattere espropriativo

SENTENZA N. 1582

La destinazione a parcheggio pubblico non rappresenta un vincolo a carattere espropriativo, non comportando necessariamente un’esclusiva iniziativa pubblica e l’adozione di uno schema ablatorio (cfr. diffusamente Corte Cost. n.179 del 1999) e che dunque non era richiesto il rispetto della procedura di cui agli artt.10 e 11 del D.P.R. n.327 del 2001; che il predetto parcheggio, secondo valutazione discrezionale non irragionevole, risulta perfettamente funzionale in zona residenziale con viabilità, quale quella in argomento (cfr. all.15 atti del Comune).

FATTO E DIRITTO

L’Immobiliare Italia srl stipulava un contratto preliminare di compravendita con il Sig. Cristiano Giovannelli, avente ad oggetto un terreno in Pescia, incluso in area soggetta a vincolo paesaggistico; la predetta Società presentava quindi in Comune, in data 13 dicembre 2005, istanza di permesso di costruire, per realizzare su parte del predetto fondo, individuato come lotto 2, edifici residenziali; seguiva il parere favorevole del 9 agosto 2006 della C.E.I. nonché il nulla osta soprintendentizio del 14 gennaio 2007.
Il Comune tuttavia il 14 maggio 2007 emetteva preavviso di diniego, ex art.10 bis della Legge n.241 del 1990, ricadendo parzialmente l’intervento in zona destinata a parcheggio pubblico, ai sensi dell’art.5 delle NTA del PRG.
Gli interessati impugnavano il predetto atto (RG1253/2007), censurandolo per violazione di legge ed eccesso di potere; era inoltre richiesta la condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno conseguente.
Il Comune si costituiva in giudizio per la reiezione del gravame, illustrandone con successiva memoria l’infondatezza nel merito.
Con ordinanza n.755 del 2007 veniva respinta l’istanza cautelare presentata dai ricorrenti.
Con altra memoria gli interessati ribadivano i propri assunti.
Nel frattempo gli stessi presentavano, in data 1° giugno 2007, osservazioni controdeduttive al preavviso suindicato.
Il Comune nondimeno respingeva, con determinazione del 24 settembre 2007, la domanda di permesso di costruire in argomento, ribadendo che le opere di progetto ricadevano in parte in zona destinata a parcheggio pubblico, secondo l’art.5 delle NTA del PRG e precisando che la variante di informatizzazione del suddetto PRG, approvata con delibera c.c. n.71 del 9 novembre 2006, non apportava modifiche alle previsioni urbanistiche, essendo meramente ricognitiva delle stesse.
Gli interessati impugnavano con distinto ricorso il predetto diniego (RG23/2008), censurandolo per violazione di legge e tra l’altro dell’art.10 bis della Legge n.241 del 1990 nonché per eccesso di potere sotto il profilo dell’illogicità, ingiustizia e contraddittorietà manifeste, del difetto di motivazione, del travisamento.
I ricorrenti in particolare hanno fatto presente che il PRG non prevedeva nell’area interessata dall’intervento una zona destinata a parcheggio pubblico, che la variante informatica non poteva comunque apportare modifiche sostanziali al PRG e che trattavasi semmai di errore di trasposizione dalla versione cartacea alla versione informatica del Piano; che se veniva poi in rilievo un vincolo di natura espropriativa, non era stata rispettata la procedura per lo stesso prevista dall’art.11 del D.P.R. n.327 del 2001; che il certificato di destinazione urbanistica rilasciato dopo l’adozione della variante informatica del Piano e la perizia di parte prodotta davano conto del fatto che l’intervento ricadeva in zona B1 del PRG; che non erano state confutate le osservazioni controdeduttive al preavviso di diniego; che se la previsione in esame rappresentava una variante sostanziale al PRG ed imponeva un vincolo espropriativo, era stata disattesa la procedura di cui all’art.10 del D.P.R. n.327 del 2001; che non si era data una specifica motivazione alla variante de qua, a fronte della previa domanda di permesso di costruire del privato del 13 dicembre 2005 e del suo affidamento; che la previsione a parcheggio non aveva più ragion d’essere, essendo lo stesso inserito in una zona residenziale priva di viabilità; che in ultimo sarebbe stato necessario un intervento della Regione per apporre modifiche sostanziali al suddetto PRG.
Veniva inoltre richiesta la condanna del Comune al risarcimento del danno, essendo precluse le possibilità edificatorie.
Il Soggetto pubblico si costituiva in giudizio per il rigetto dell’impugnativa, illustrando con articolata e documentata memoria in fatto e in diritto l’infondatezza della stessa.
Con ordinanza n.138 del 2008 il Tribunale respingeva la domanda cautelare presentata dai ricorrenti.
Con altra memoria la parte ricorrente ribadiva i propri assunti nel merito.
Nell’udienza del 24 maggio 2012, nel corso della quale veniva provocato il contraddittorio anche sulla possibile inammissibilità dell’impugnativa del preavviso di diniego del 14 maggio 2007, quale questione rilevata d’ufficio, ex art.73, comma 3 c.p.a., le cause venivano discusse e quindi trattenute in decisione.
Il Collegio ritiene di dover disporre la riunione dei presenti ricorsi, per evidenti ragioni di connessione, in applicazione dell’art.70 c.p.a..
Il primo ricorso (RG1253/2007) va dichiarato inammissibile, secondo consolidata giurisprudenza sul punto, per difetto di legittimazione e di interesse, essendo rivolto avverso un preavviso di diniego, quale atto meramente endoprocedimentale, privo di autonoma capacità lesiva.
Il secondo ricorso (RG23/2008) va invece respinto, risultando infondato nel merito per le ragioni di seguito esposte.
Invero giova evidenziare che la variante al PRG, adottata con delibera c.c. n.36 del 16 giugno 1995, destinava l’area interessata dal progettato intervento parte a zona B1 e parte a parcheggio pubblico (cfr. cartografia, all.3 atti del Comune); che non risultano osservazioni sulla predetta destinazione a parcheggio (cfr. all.11 atti del Comune) e che l’osservazione n.235 presentata sulla specifica area contestava unicamente la previsione di una nuova viabilità (cfr. all.10 atti del Comune e all.19 atti del Comune relativo al suo parziale accoglimento); che il Comune si esprimeva sulle predette osservazioni con successiva delibera c.c. n.55 dell’8 luglio 1996; che la Regione, con delibera c.r. n.344 del 10 novembre 1998, in relazione alle suddette osservazioni ed agli assunti comunali, approvava la variante al PRG, recepita con successiva delibera c.c. n.108 del 30 dicembre 1999; che restava dunque intatta la destinazione di parte dell’area interessata dall’intervento de quo a parcheggio pubblico; che con delibera c.c. n.5 del 30 gennaio 2006 il Comune disponeva poi l’informatizzazione della variante al PRG, per porre rimedio a riscontrati errori di trasposizione cartografica delle previsioni urbanistiche, (oltre che per dotarsi di uno strumento moderno di più agile comprensione e consultazione del Piano, cfr. all.15 atti del Comune).
Ne discende pertanto che nessuna delibera aveva previsto l’eliminazione della destinazione a parcheggio pubblico in esame e che, tenuto anche conto che in caso di discordanza tra chiara statuizione normativa dello strumento urbanistico e sua rappresentazione cartografica deve essere data prevalenza alla prima (cfr., tra le altre, Cons. Stato, IV, n.944 del 1992), la trasposizione su supporto informatico della variante al PRG, lungi dall’apportare modifiche di carattere sostanziale al Piano, ha comportato unicamente la correzione di errori materiali occorsi in sede di sua rappresentazione cartografica, con valenza dunque meramente ricognitiva delle previsioni urbanistiche (per giunta non contestata illo tempore dagli interessati, cfr. all.16, 17 atti del Comune); che quindi il certificato di destinazione urbanistica (cfr. all.12 al ricorso) risulta errato, rimandando alla sua inesatta rappresentazione cartografica; che non era altresì necessario un intervento della Regione per la suddetta informatizzazione; che non sussisteva alcuna variante bisognevole di specifica motivazione, a fronte della previa domanda di permesso di costruire.
E’ necessario ancora rilevare che la destinazione a parcheggio pubblico non rappresenta un vincolo a carattere espropriativo, non comportando necessariamente un’esclusiva iniziativa pubblica e l’adozione di uno schema ablatorio (cfr. diffusamente Corte Cost. n.179 del 1999) e che dunque non era richiesto il rispetto della procedura di cui agli artt.10 e 11 del D.P.R. n.327 del 2001; che il predetto parcheggio, secondo valutazione discrezionale non irragionevole, risulta perfettamente funzionale in zona residenziale con viabilità, quale quella in argomento (cfr. all.15 atti del Comune).
Quanto alla censura di ordine procedimentale, in disparte il riferimento al disposto normativo di cui all’art.21 octies, comma 2 della Legge n.241 del 1990, va precisato che l’Amministrazione ha dato conto nelle premesse del provvedimento impugnato delle osservazioni controdeduttive al preavviso di diniego, evidenziando le ragioni di non condivisione delle stesse (cfr. all.1 al ricorso).
Ne consegue l’infondatezza della pretesa risarcitoria, che va dunque del pari respinta, risultando esente l’atto impugnato dai vizi di legittimità dedotti.
Le spese di giudizio, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Definitivamente pronunciando, previa loro riunione, dichiara inammissibile il ricorso n.1253/2007 e respinge il ricorso n.23/2008, indicati in epigrafe.
Respinge la domanda di condanna dell’Amministrazione comunale al risarcimento del danno.
Condanna la parte ricorrente al pagamento in favore dell’Amministrazione resistente delle spese di giudizio, che liquida complessivamente in €4.000,00 (Quattromila/00) oltre a IVA e CPA come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 24 maggio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Maurizio Nicolosi, Presidente
Eleonora Di Santo, Consigliere
Silvio Lomazzi, Primo Referendario, Estensore



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