ISSN 2498-9916
Direttori: Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Gherardo Lombardi
 

T.A.R. Toscana Firenze, Sez. III, 16 dicembre 2020

Argomenti trattati:
Mutamento di destinazione d'uso

Articolo inserito il 23-12-2020
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Il cambio di destinazione d’uso senza opere costituisce variazione essenziale?

SENTENZA N. 1668
Ai sensi dell’art. 32 comma 1 del DPR 380 2001 costituisce variazione essenziale il mutamento di destinazione d’uso che implichi una variazione degli standards previsti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968. E la giurisprudenza è pacificamente orientata a ritenere che nelle maglie della norma rientrino anche i meri cambi di uso senza opere realizzati anche in assenza di piano della funzioni (Consiglio di Stato sez. VI, 15/06/2020 n.3803).
FATTO e DIRITTO
Con il ricorso in epigrafe viene impugnato il diniego opposto dal comune di Massa alla istanza di sanatoria ex L.R.T. 53/2004 presentata dalla Sig.ra Paola Casciari per la regolarizzazione di un mutamento di destinazione d’uso ad abitazione di un immobile a destinazione sportiva; diniego motivato sul presupposto che la trasformazione sarebbe incompatibile con la destinazione sportiva attribuita dallo strumento urbanistico alla zona in cui l’immobile ricade.
Con il primo motivo la ricorrente sostiene che il mutamento d’uso posto in essere sarebbe meramente funzionale e non avrebbe pertanto inciso sui caratteri della disciplina di zona delineata dal p.r.g.
La censura non ha pregio.
L’art. 4 comma 5 lett. c della LRT 53/2004 dispone che non possono essere ammesse sanatoria le opere e gli interventi in contrasto con le destinazioni d’uso ammesse, nella zona interessata, dagli strumenti urbanistici vigenti al momento dell’entrata in vigore della presente legge. Si tratta di previsione che riguarda anche le opere soggetta dia le quali sono sanabili anche se contrastanti con le previsioni urbanistiche ma con il limite della compatibilità con la destinazione di zona.
Nel caso di specie il PRG del comune di Massa tipizzava l’area in cui ricade l’immobile di proprietà della ricorrente nell’ambito delle zone sportive che in alcun modo può ritenersi compatibile con la funzione residenziale attribuita abusivamente al manufatto.
A nulla rileva il fatto che si sia trattato di un mutamento meramente funzionale (come asserisce la ricorrente).
Infatti, ai sensi dell’art. 32 comma 1 del DPR 380 2001 costituisce variazione essenziale il mutamento di destinazione d’uso che implichi una variazione degli standards previsti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968. E la giurisprudenza è pacificamente orientata a ritenere che nelle maglie della norma rientrino anche i meri cambi di uso senza opere realizzati anche in assenza di piano della funzioni (Consiglio di Stato sez. VI, 15/06/2020 n.3803).
Nel caso di specie non vi è dubbio che la zona sportiva (F) manchi di tutte le dotazioni infrastrutturali previste dal DM del 1968 per le zone destinate alla funzione abitativa.
Sicché. bene ha fatto il comune a ritenere incompatibile la trasformazione con la disciplina di zona.
Il ricorrente afferma ancora che la variazione d’uso sarebbe compatibile con la destinazione di fatto assunta dall’area, ma anche tale affermazione non ha fondamento posto che i competenti uffici comunali non avevano certamente il potere di disattendere la disciplina dettata dal piano regolatore operando valutazioni riservate agli organi rappresentativi.
Con la seconda censura si afferma che il cambio d’uso funzionale sarebbe libero in quanto espressione di jus utendi e non avrebbe quindi necessitato alcun provvedimento sanante.
Si tratta di censura priva di fondamento alla luce di quanto si è detto dianzi.
Con l’ultima censura la ricorrente asserisce che non avendo l’Amministrazione concluso il procedimento entro il termine di due anni dalla presentazione della istanza di sanatoria sulla stessa si sarebbe formato il silenzio assenso.
Si tratta, tuttavia, di assunto che non trova riscontro nella richiamata legge regionale la quale non ricollega alla violazione del termine biennale per la conclusione del procedimento alcuna valenza provvedimentale.
Il ricorso deve, quindi, essere respinto.
Sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione III, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 4 dicembre 2020 con l'intervento dei magistrati:
Manfredo Atzeni, Presidente
Raffaello Gisondi, Consigliere, Estensore
Katiuscia Papi, Referendario