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MESE DI OTTOBRE 2014 (Anno XI - Numero 10)

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GIURISPRUDENZA E ARTICOLIIN EVIDENZA
Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014[A] Sulla valenza probatoria o meno, circa l'epoca di anteriore realizzazione dell'abuso edilizio-paesaggistico, della dichiarazione sostitutiva di atto notorio. [B] L’invocata sanatoria paesaggistica implica la preliminare dichiarazione di illegittimità del titolo originario
T.A.R. Marche, Sezione I, ottobre 2014
Argomenti trattati: Vincolo storico artistico
Sulla legittimità o meno del vincolo storico artistico indiretto, di cui all’art. 45 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, laddove venga utilizzato per le esigenze di tutela di ampie porzioni di territorio
Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2014
Argomenti trattati: Vincolo urbanistico
Il vincolo a verde privato deve considerarsi appartenere alla categoria dei vincoli di tipo conformativo
Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014
Argomenti trattati: Condono edilizio
Sul condono edilizio nei casi in cui non sussista la compatibilità delle opere con la normativa antincendi e degli infortuni, richiamata dall’art. 35 comma 20 L. 47/1985
Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014
Argomenti trattati: Permesso di costruire
La trasformazione del territorio connessa all’edificazione dipende non dalla natura dei materiali utilizzati e dall’amovibilità dei manufatti collocati sul suolo, ma dall’idoneità di questi ultimi a soddisfare esigenze non temporanee
Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014
Argomenti trattati: Sanzioni edilizie per abusi
[A] In ordine al lungo lasso di tempo trascorso tra il compimento del fatto illecito e l’irrogazione della sanzione amministrativa in materia edilizia. [B] In ordine al mancato avviso dell’avvio del procedimento per gli atti sanzionatori in materia edilizia
Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014
Argomenti trattati: Condono edilizio
Appurata la non condonabilità dell’abuso, non rileva la circostanza che, in casi analoghi, opere simili siano state illegittimamente condonate
Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014
Argomenti trattati: Sanzioni edilizie per abusi
Quando risulta realizzato un manufatto abusivo, e malgrado il decorso del tempo, l’amministrazione deve senza indugio emanare l’ordine di demolizione per il solo fatto di aver riscontrato opere abusive
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, settembre 2014
Argomenti trattati:
L'art. 30 del d.l. 21 giugno 2013, n. 69 (c.d. "decreto del fare"), convertito con legge 9 agosto 2013, n. 98 ha mantenuto fermo il principio che costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati al permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che comportino un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, un aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, dei prospetti e delle superfici ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino un mutamento della destinazione d'uso ed ha consentito, ricomprendendoli nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia soggetti perciò a Scia, sia le opere consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria (non più anche con la stessa sagoma) del manufatto preesistente e sia gli interventi di ristrutturazione volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione ma non ha sottratto, in tale caso, al regime del permesso di costruire le opere delle quali non sia possibile accertare la preesistente consistenza, fermo restando che se l'intervento è eseguito in zona vincolata deve, in ogni caso, essere anche rispettata la medesima sagoma dell'edificio preesistente tanto per gli interventi di demolizione e ricostruzione quanto per quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione
T.R.G.A. Trento, ottobre 2014La previsione urbanistica che imprime il vincolo espropriativo non è ostativa, nelle more di attivazione della procedura ablativa, alla possibilità, per il privato proprietario, di utilizzare convenientemente il proprio fondo
T.A.R. Toscana, Sezione III, ottobre 2014
Argomenti trattati:
Nel regime previgente all’Amministrazione statale competeva un mero vaglio di legittimità sull’autorizzazione paesaggistico-ambientale rilasciata dal Comune sulla base del parere della Commissione Edilizia Integrata
T.A.R. Basilicata, Sezione I, ottobre 2014
Argomenti trattati: Giurisdizione
Le controversie relative all’accertamento dei criteri legali di quantificazione del prezzo per la cessione in proprietà dei suoli, ricompresi nell’ambito territoriale dei PEEP, involgono posizioni aventi natura e consistenza di diritti soggettivi, tutelabili dinanzi al G.O.
T.A.R. Campania, Sezione III, ottobre 2014
Argomenti trattati: Pertinenza urbanistica
Sui requisiti affinché possa ritenersi che un manufatto costituisce pertinenza urbanistica
Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2014
Argomenti trattati: Procedimento amministrativo
[A] La prova della tardività dell'impugnazione incombe sulla parte che la eccepisce, secondo i generali criteri di riparto del relativo onere, ed essa deve essere assistita da rigorosi e univoci riscontri. [B] La novella dell'art. 19 della legge n. 241/1990, come introdotta dall'art. 6 del d.l. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni nella legge 14 settembre 2011, n. 148, non può che essere rivolta de futuro
T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Quater, ottobre 2014[A] Si deve ritenere che il potere di controllo di cui all’art. 216, decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, sia esercitabile anche in caso di accertamento successivo alla decorrenza dei termini di inizio attività. [B] Sull'interpretazione testuale degli artt. 214 e 216 del decreto legislativo n. 152 del 2006. [C] In seguito all’entrata in vigore del Codice del processo amministrativo, in caso di accoglimento del dedotto vizio di incompetenza non è più possibile considerare assorbiti gli altri motivi dedotti dal ricorrente che potrebbero arricchire il contenuto del giudicato e garantire maggiore effettività della tutela in sede di eventuale riesercizio del potere
T.R.G.A. Trento, ottobre 2014
Argomenti trattati: Sanzioni edilizie per abusi
Sul lungo periodo di tempo intercorrente tra la realizzazione dell'opera abusiva ed il provvedimento sanzionatorio e sulla possibilità o meno che questo rilevi ai fini della legittimità di quest'ultimo
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, ottobre 2014
Argomenti trattati: Piano regolatore
[A] Sugli oneri motivazionali relativi alle scelte operate dall’amministrazione in sede di adozione del piano regolatore generale o di variante al medesimo, con riferimento alle aspettative, semplici o qualificate, del privato ed alla congruenza con le linee di sviluppo del territorio illustrate nella relazione tecnica e documenti accompagnatori. [B] Sulla necessità o meno di controdedurre singolarmente e puntualmente a ciascuna osservazione e opposizione presentata dai privati nell’ambito del procedimento volto all’adozione dello strumento urbanistico
T.R.G.A. Trento, ottobre 2014E’ noto che il potere sindacale contingibile e urgente presuppone, da un lato, una condizione di pericolo effettivo, da evidenziare con congrua motivazione, e, dall'altro, una situazione eccezionale e imprevedibile che possa provocare rischi imminenti per la salute o per l'incolumità pubblica, alla quale non sia possibile far fronte con i mezzi previsti in via ordinaria dall'ordinamento
T.R.G.A. Trento ottobre 2014
Argomenti trattati: Permesso di costruire
In materia di permessi di costruire in deroga, l’Ente non può sottrarsi all’onere di motivazione non solo nel caso di accoglimento della richiesta, ma anche qualora essa sia respinta
T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, ottobre 2014[A] Sull’omessa pubblicità degli schemi di provvedimento di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 39, d.lgs. n. 33 del 2013 e sulla possibilità che questo privi di efficacia gli atti di governo del territorio di cui alla lettera a). [B] Sulla necessità o meno di disporre una nuova VAS laddove, in sede di approvazione, si introducano misure finalizzate a incrementare le misure di tutela ambientale previste nel piano. [C] Sulla necessità o meno di nuova pubblicazione del Piano territoriale a fronte della pronuncia da parte dell’organo consiliare sulle osservazioni al piano adottato o dell’accoglimento di pareri di enti sovraordinati
T.A.R. Campania, Sezione VII, ottobre 2014[A] Sull’utilizzabilità dei documenti prodotti dalle parti, oltre i termini di rito di cui all’art. 73 comma 1 c.p.a. [B] Sulla autonoma impugnazione della diffida a demolire. [C] La fattispecie di cui al combinato disposto degli artt. 31 comma 1 lett. b) ed art. 35 comma 2 l. 47/85 si riferisce alle ipotesi in cui, in pendenza dei termini per la presentazione dell’istanza di condono, la parte disponesse di titolo edilizio, solo successivamente annullato. [D] In relazione all’edificazione contra legem su suolo di proprietà pubblica la sanzione demolitoria è l’unica applicabile, stante il regime pubblicistico del suolo
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, ottobre 2014
Argomenti trattati: Piano regolatore
[A] Le scelte urbanistiche effettuate dall’amministrazione costituiscono apprezzamenti di merito sottratti al sindacato giurisdizionale ma devono essere congruenti con le linee di sviluppo del territorio illustrate nella relazione tecnica e documenti accompagnatori. [B] Sull’obbligo e sui limiti dell’amministrazione comunale di esaminare le osservazioni e le opposizioni presentate dai privati in sede di pianificazione urbanistica
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, ottobre 2014
Argomenti trattati: Procedimento amministrativo
Sul risarcimento del danno per il ritardo – ai sensi degli articoli 2 bis della legge 241/90 e 30, comma 4, del c.p.a. – con il quale l’amministrazione comunale ha impresso una destinazione urbanistica a un’area dopo che era decaduto un vincolo preordinato all’esproprio
T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, maggio 2014[A] Ai sensi dell'art. 192 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152, ai procedimenti preordinati all'emanazione dell'ordinanza di rimozione e smaltimento dei rifiuti si deve applicare la disciplina sulla comunicazione di avvio del procedimento di cui agli artt. 7 e ss. L. 7 agosto 1990 n. 241, in quanto adempimento obbligatorio. [B] L’ordine di rimozione dei rifiuti presenti sul fondo può essere rivolto al proprietario solo quando ne sia dimostrata almeno la corresponsabilità con gli autori dell’illecito, per avere cioè posto in essere un comportamento, omissivo o commissivo, a titolo doloso o colposo, dovendosi escludere che la norma in discorso configuri un’ipotesi di responsabilità oggettiva
T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, maggio 2014[A] Non essendo nell’atto di concessione previsto alcun termine in caso di scadenza della stessa, la cui data era, dunque, ben nota ai concessionari, il rilascio può esigersi immediatamente. [B] La natura vincolata degli atti impugnati (provvedimenti comunali contenenti l’ordine di rilascio per intervenuta scadenza delle concessioni per l'occupazione di suolo pubblico), esclude in re ipsa sia la necessità di comunicare l’avvio del procedimento, sia la necessità di una motivazione ulteriore rispetto a quella dell’intervenuta scadenza della concessione
T.R.G.A. Trento, maggio 2014
Argomenti trattati:
La normativa disciplinante il condono edilizio nell’ambito del territorio provinciale (Art. 1, co. 3, L.p. n. 3/2004) esclude radicalmente la possibilità di ottenere la sanatoria nei casi (lett. a) di interventi abusivi effettuati su aree facenti parte del demanio pubblico e (lett. b) per le opere che creano limitazioni di tipo urbanistico a proprietà finitime per violazione delle norme in materia di distanze
T.R.G.A. Trento, maggio 2014
Argomenti trattati: Sanzioni edilizie per abusi
[A] Sull’impossibilità di riconoscere al pagamento della sanzione pecuniaria riferita ad abusive attività di depositi di cassoni per la raccolta della frutta gli effetti del titolo edilizio necessario per il deposito di cassoni nel piazzale, per cui le successive e cicliche attività di deposito sarebbero legittimate da quel titolo. [B] A fronte dell’inclusione nel provvedimento impugnato dei dati fondanti le due perizie di stima su cui lo stesso si fonda, si ha che la mancata allegazione del testo integrale dei due documenti rappresenta un’irregolarità procedurale, un'omissione che, ai sensi dell'art. 21 octies della l. 7.8.1990, n. 241, non si traduce in un'illegittimità di carattere invalidante
T.R.G.A. Bolzano, maggio 2014[A] Deve ritenersi legittima la previsione da parte dei regolamenti comunali di divieti di installazione di impianti di comunicazione su specifici edifici. [B] deve ritenersi legittima l’estensione del divieto all’area compresa nel raggio di 100 metri dal confine dei singoli edifici considerati sensibili. [C] La norma di cui al comma 7 art. 4 del D.P.P. n. 24 del 2009 ha natura di indicazione di massima e pertanto può essere disattesa in presenza di elementi sensibili da tutelare
T.R.G.A. Bolzano, maggio 2014
Argomenti trattati: Giustizia amministrativa
Deve essere dichiarata l’inammissibilità del ricorso, laddove l’eventuale annullamento della deliberazione impugnata non permetterebbe alla ricorrente di conseguire alcuna utilità
T.R.G.A. Bolzano, maggio 2014[A] I ricorrenti, comproprietari dell’immobile sul quale insiste l’ordinanza di rimozione e rimessa in pristino, assumono, nel giudizio di impugnazione della medesima ordinanza, la posizione giuridica di cointeressati, determinando, in tal modo, la connotazione del ricorso come cumulativo, con la conseguente autonomia delle azioni nello stesso proposte da parte di ciascun ricorrente e conseguente necessità da parte di ognuno di ottemperare a tutte i presupposti di ricevibilità del ricorso, tra i quali, in primis, il rispetto del termine decadenziale per la proposizione del gravame. [B] Sussiste , in relazione all’ordine di demolizione, la necessità di una congrua e più articolata motivazione sul pubblico interesse, in considerazione del notevole lasso di tempo trascorso tra la sanzione e l’abuso, diverso da quello al mero ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato, in particolare quando abbia ingenerato un affidamento del privato
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, maggio 2014
Argomenti trattati:
L’aver rimesso ai competenti componenti della Conferenza tecnica di cui all’art. 6 del decreto del presidente della Giunta regionale 2 gennaio 1998, n. 1/Pres. (Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti) la definitiva valutazione del progetto alla luce delle osservazioni formulate dall’interessata ex art. 10-bis l. n. 241/90, oltre a non porsi in contrasto con la l. n. 241/90 ed il d.P.G.R. n. 1/98, appalesa la volontà di assumere una decisione sorretta da idonee valutazioni tecniche e informata al principio del giusto procedimento
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, maggio 2014
Argomenti trattati: Procedimento amministrativo
Il potere di annullamento d’ufficio non è obbligatorio
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, settembre 2014Sulla possibilità di prorogare il termine perentorio per l’esercizio dei poteri inibitori in caso di SCIA e sul potere di autotutela
T.A.R. Toscana, Sezione I, luglio 2014
Argomenti trattati: Vincolo Idrogeologico
Il vincolo idrogeologico non comporta l’inedificabilità assoluta
T.A.R. Toscana, Sezione I, luglio 2014[A] Non occorre una deliberazione dichiarativa della decadenza, in quanto l'inefficacia del piano si verifica automaticamente con lo scadere del termine. [B] Sui casi in cui è possibile realizzare le costruzioni edilizie previste dallo strumento di attuazione, anche dopo la sua scadenza
T.A.R. Toscana Sezione I, settembre 2014
Argomenti trattati: Piano regolatore
Sulla legittimità del piano strutturale con il quale si vada a dettare direttamente, ossia con modalità svincolate dalla concreta realizzazione di interventi edilizi, prescrizioni di natura meramente ambientale
T.A.R. Toscana, Sezione III, ottobre 2014
Argomenti trattati: Oneri concessori
Sul soddisfacimento del requisito di “assicurare l’interesse pubblico” della convenzione di cui all’art. 23, comma 1 lett. b) della legge regionale Toscana n. 52 del 1999, ai fini dell'esenzione dal versamento degli oneri concessori per le opere di urbanizzazione secondaria
T.A.R. Campania Salerno, Sezione II, settembre 2014Sulla necessità della valutazione da parte dell’amministrazione, nelle more della definizione del procedimento di condono edilizio, della possibilità di emettere un certificato di agibilità provvisoria
Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2014
Argomenti trattati: Piano regolatore
Il profilo di idoneità geologica è senz’altro preliminare alla disamina urbanistica e perciò stesso preclusivo alla legittimità oltreché opportunità di un progettato intervento che interessi quella parte del territorio
Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2014Sul D.M. n. 1444 del 1968 relativamente al concetto di “altezza media degli edifici circostanti”
Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014
Argomenti trattati: Vincolo paesaggistico
[A] In sede di rilascio del condono edilizio in sanatoria per opere ricadenti in zone vincolate, l’obbligo di acquisire il parere della competente autorità preposta alla tutela del vincolo sussiste in relazione al vincolo esistente al momento in cui deve essere valutata la domanda di condono [B] Non sussiste l’obbligo di comunicare l’avvio del procedimento di annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche
Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014
Argomenti trattati: Demanio
[A] Laddove concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri non preclude l’esercizio dei poteri autoritativi da parte della pubblica amministrazione concedente [B] Sugli effetti dell’entrata in vigore di normativa successiva, diretta a regolamentare le concrete modalità di esercizio del ius sepulchri
Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2014
Argomenti trattati:
Dalla previsione della cessione gratuita delle aree e delle opere urbanizzative di cui all'art. 28 della legge n. 1150/1942, non può meccanicamente derivarsi, un assoluto e cogente obbligo di assunzione dei relativi oneri finanziari
Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014[A] Sulla corretta interpretazione del comma 4 dell’articolo 140 della legge regionale Toscana n. 1 del 2005. [B]. Sull’esenzione degli oneri concessori per le opere di interesse pubblico di cui all’art. 124, comma 1b della L.R. Toscana n. 1 del 2005
Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014
Argomenti trattati: Piano regolatore
[A] Qualora una variante urbanistica riguardi beni specifici ed incida direttamente su determinati soggetti, la pubblica amministrazione ha l'obbligo di notificare direttamente agli interessati il provvedimento. [B] Ai fini dell’individuazione dell’ipotesi di fondo intercluso o relitto non può ragionevolmente farsi riferimento alla corrispondente fattispecie civilistica dell’interclusione per mancanza di accesso alla via ovvero di quella di fondo residuato a seguito dell’espropriazione per pubblica utilità. [C] Si impone un preciso onere di motivazione con riguardo a quelle scelte urbanistiche che diano vita ad una variante specifica riguardante beni specifici ed incidano quindi su posizioni giuridicamente differenziare
T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Quater, ottobre 2014
Argomenti trattati:
[A] il comparto edificatorio non ha necessariamente una funzione perequativa interna. [B] Il potere di pianificazione urbanistica è funzionalmente rivolto alla realizzazione contemperata di una pluralità di interessi pubblici, che trovano il proprio fondamento in valori costituzionalmente garantiti
Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014[A] Ai fini della legittimazione non è sufficiente il solo scopo associativo a rendere differenziato un interesse diffuso o adespota, né l’astratta titolarità del diritto all’informazione ambientale. [B] La valutazione di impatto ambientale non è un mero atto (tecnico) di gestione ovvero di amministrazione in senso stretto, trattandosi piuttosto di un provvedimento con cui viene esercitata una vera e propria funzione di indirizzo politico – amministrativo. [C] Lo stesso aspetto del territorio, per i contenuti ambientali e culturali che contiene, è di per sé un valore costituzionale. [D] Sulle differenze tra valutazione di impatto ambientale e autorizzazione integrata ambientale
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, ottobre 2014
Argomenti trattati: Risarcimento del danno
La richiesta di accertamento del danno da ritardo ovvero del danno derivante dal tardivo esercizio dell’azione amministrativa costituisce una fattispecie sui generis, di natura del tutto specifica e peculiare, che deve essere ricondotta nell'alveo dell'art. 2043 c.c. per l'identificazione degli elementi costitutivi della responsabilità
Regione Emilia Romagna. Parere Ufficio Affari Generali e GiuridiciParere relativamente alla qualificazione di un intervento di rifacimento di un edificio da tempo crollato o demolito. D.L. 69/2013
T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, maggio 2014
Argomenti trattati: Oneri concessori
Lo scomputo degli oneri concessori non può trovare ingresso laddove, come nel caso di specie, manchi l’accettazione del Comune e la contestuale elencazione dettagliata delle opere da portare a scomputo e la valutazione dell’idoneità delle suddette opere a soddisfare un interesse pubblico
TAR Emilia Romagna Parma, Sezione I, maggio 2014
Argomenti trattati:
Pur dovendosi dare atto di un orientamento minoritario di segno contrario (T.A.R. Campania, Napoli, Sez. VI, 2 aprile 2014, n. 1908), giurisprudenza pressoché costante, cui la Sezione ha da tempo aderito, ritiene che l’avvenuta presentazione di richiesta di concessione edilizia in sanatoria, (cui nel caso di specie ha fatto seguito un duplice provvedimento di diniego), faccia venir meno l’interesse della parte ricorrente alla decisione del ricorso, dovendo l’amministrazione esaminare ex novo la situazione di abusività e, ove ne ricorrano i presupposti, provvedere a ingiungere nuovamente la demolizione
T.R.G.A. Bolzano, maggio 2014[A] Deve ritenersi legittima la previsione da parte dei regolamenti comunali di divieti di installazione di impianti di comunicazione su specifici edifici. [B] Deve ritenersi legittima l’estensione del divieto all’area compresa nel raggio di 100 metri dal confine dei singoli edifici considerati sensibili. [C] La norma di cui al comma 7 art. 4 del D.P.P. n. 24 del 2009 ha natura di indicazione di massima e pertanto può essere disattesa in presenza di elementi sensibili da tutelare

 
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