La Regione Calabria ricorrerà alla Corte Costituzionale contro il decreto legislativo che riforma completamente il settore ambientale
Premassima
La Regione Calabria ricorrerà alla Corte Costituzionale contro il decreto legislativo che riforma completamente il settore ambientale
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"Sono evidenti le illegittimità del provvedimento governativo - ha affermato Tommasi - che punta al riaccentramento delle competenze, alla duplicazione di funzioni, all'espropriazione della partecipazione dei cittadini nei procedimenti di salvaguardia ambientale. E questo è un giudizio condiviso, oltre che da eminenti giuristi, anche da un'infinità di organizzazioni: dai sindacati alle associazioni ambientaliste e dei consumatori, dagli imprenditori agli enti locali".
Il decreto, voluto dal governo Berlusconi senza rispettate il normale iter procedurale né con gli enti territoriali né con la Commissione europea, intacca le stesse fondamenta giuridiche su cui in questi decenni è stato amministrato l'intero sistema della tutela ambientale e del territorio.
"Per arrivare all'obiettivo di poter decidere a Roma, tra poche persone, l'intera politica dell'ambiente - ha aggiunto l'assessore Tommasi - è stata perfino forzata la legge delega. Non si può assistere passivamente all'esproprio delle competenze decentrate su materie essenziali per il territorio, come la qualità dell'aria, i servizi pubblici del ciclo delle acque, la gestione dei rifiuti, il danno ambientale, la valutazione di impatto ambientale.
Non era mai successo che un ministro sconfessasse i documenti da lui stesso sottoscritti con gli enti territoriali, che impedisse alle Regioni di esprimere compiutamente il parere previsto dalla legge e non comunicasse preventivamente il testo della nuova normativa alla Commissione europea".
Infatti, come risulta agli atti degli organismi comunitari, le misure approvate dal Consiglio dei Ministri, in attuazione della legge delega 308/2004, non sono state notificate preventivamente alla Commissione europea, com'è obbligatorio ai sensi dall'art.3 della direttiva 75/442/Cee, al fine di informare gli Stati membri sulle principali disposizioni di diritto interno in un settore disciplinato dalla direttiva comunitaria.
"Così, invece di semplificare e migliorare le politiche ambientali a favore dei cittadini - ha concluso Tommasi - continueremo a difenderci in Europa dalle continue infrazioni che questo Governo ha procurato all'Italia, screditando la nazione e tutti coloro che si impegnano nella salvaguardia del territorio e per realizzare un modello economico ecocompatibile".
(G.D.)
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