Un fantasma si aggira nelle pubbliche amministrazioni d'Italia, è il SUAP, lo Sportello per le attività produttive
Premassima
Un fantasma si aggira nelle pubbliche amministrazioni d'Italia, è il SUAP, lo Sportello per le attività produttive
Testo integrale
Nato nei primi anni della semplificazione amministrativa dunque il Suap è un nuovo servizio per semplificare ed agevolare il rapporto tra l’ente pubblico e le imprese, per aiutare coloro che vogliono avviare un’attività produttiva. Un unico luogo fisico e virtuale dove svolgere pratiche relative a tutto ciò che riguarda le attività produttive e che ha la possibilità della gestione di banche dati e informazioni dei territori dove opera.
Ha la competenza, infatti, in merito alla localizzazione di impianti produttivi di beni e servizi, alla loro realizzazione, alla ristrutturazione, all’ampliamento, alla cessazione, alla riattivazione, alla riconversione dell’attività produttiva, nonché all’esecuzione di opere interne ai fabbricati adibiti ad uso di impresa.
Destinatari del servizio sono i titolari di imprese di beni e servizi, ivi incluse, le attività agricole, commerciali, artigianali, le attività turistiche ed alberghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari, i servizi di telecomunicazioni.
Le funzioni dello Sportello Unico devono essere svolte dai comuni, all’occorrenza associati con altri enti locali, così come da Comunità Montane, province e regioni, oppure enti locali convenzionati con la Camera di Commercio, avvalendosi in questo caso della convenzione e dell’apporto di altre istituzioni pubbliche purché, in ogni caso, ci sia un’unica struttura responsabile dell’intero procedimento.
Dove siano stipulati patti territoriali o contratti d’area, i comuni possono delegare le funzioni al soggetto pubblico responsabile del patto o del contratto, nel rispetto anche qui dell’unicità della gestione.
In Toscana La situazione in Toscana è in divenire, come si vede dalla relazione realizzata dall’Osservatorio dell’innovazione dell’Anci e illustrata a Dire&Fare nell’ambito della presentazione dell’Osservatorio dell’Innovazione.
Gli Sportelli Unici hanno iniziato a farsi strada nella nostra regione tra il 2000 e il 2001, ad oggi sono pochi i comuni che ne sono privi, anche se è da tener conto che alcuni enti lo gestiscono in forma associata.
Secondo i dati del Formez sono stati aperti Suap nel 74,6% dei comuni toscani (214) che coprono l’89,4% della popolazione.
Nel 78% dei casi si tratta di Sportelli Unici gestiti in forma associata per 167 comuni. Differente lo stato dell’arte per quanto riguarda il coordinamento, molto richiesto dagli operatori e dagli enti stessi, come ha rilevato la ricerca dell’Osservatorio.
Si sente la mancanza infatti di un ruolo della regione “di indirizzo politico e normativo, di supporto organizzativo e di promozione della rete tra gli sportelli”.
Nel 2003 ci fu un tentativo, con la costituzione di un Comitato di Coordinamento regionale ma che fu abbandonato nel 2004.
Molto più attive invece, in questo senso, si sono dimostrate le Province che in modo naturale hanno assunto un compito di coordinamento come è avvenuto per Firenze, Siena, Pistoia, Grosseto, Arezzo e a breve Lucca, con nodi di lavoro interprovinciale tra Firenze, Siena e Pistoia. Attraverso lo strumento dei gruppi di lavoro tematici e delle banche dati, le province supportano l’attività degli sportelli per la risoluzione di casi problematici, dubbi interpretativi, chiarimenti e definizione dei procedimenti ed offrono servizi di aggiornamento normativo e procedimentale, newsletter, redazione e aggiornamento della modulistica, forum, formazione.
“Il tutto – come conclude la relazione – nel rispetto dell’autonomia di cui rimane titolare ciascun singolo comune”.
Cecilia Ferrara
Tratto da www.anci-toscana.it


