Consegnata dagli esperti l'ultima bozza che riorganizza la materia degli appalti
Premassima
Consegnata dagli esperti l'ultima bozza che riorganizza la materia degli appalti
Testo integrale
Trattativa privata a maglie larghe, arbitrati a prezzi moderati relegati a pochi casi, progetti affidati senza gara fino a 154mila euro. Non si limita a riordinare e semplificare la disciplina degli appalti pubblici il Testo unico in arrivo.
La versione definitiva, consegnata a Palazzo Chigi dalla commissione di esperti guidata dal presidente del Tar Lazio, Pasquale De Lise, ha sciolto ogni dubbio sulla piega che sta prendendo l’operazione di riorganizzazione della normativa e di recepimento delle direttive appalti. Il risultato - per ora tradotto in bozza - va ben al di la’ del semplice riassetto e, se confermato, comportera’ lo smantellamento delle principali garanzie della legge Merloni.
Il Codice unico azzera alcuni vincoli fondamentali contenuti nella Legge post-Tangentopoli. A partire proprio dalla trattativa privata. In questo caso l’operazione prende lo spunto dalla volonta’ di allinearsi alla normativa europea, piu’ permissiva. E quindi il Tu consente il ricorso all’affidamento senza gara (previa pubblicazione di un bando) in tutti i casi in cui e’ ammesso dalle direttive appalti (la 2004/18 e la 2004/17).
La procedura e’ consentita, ad esempio, a seguito di una prima gara in cui sono state presentate offerte irregolari o irricevibili oppure per lavori, servizi o forniture che per natura o per imprevisti non consentono di fissare prima i prezzi. Con la legge 109/1994 (la Merloni, appunto) il legislatore italiano era stato molto piu’ severo, proprio sulla scia di Tangentopoli: la trattativa privata oggi e’ ammessa solo per i lavori sotto i 100mila euro (o in casi eccezionali fino a 300 mila) o per opere urgenti a seguito di calamita’.
Vediamo in sintesi le altre modifiche (per maggiori dettagli si ve da il numero 48 di «Edilizia e Territorio»).
Arbitrati. Viene istituzionalizzato il doppio canale: da un lato gli arbitrati «liberi», nei quali cioe’ le parti possono scegliere tutto il collegio, dall’altro quello gestito dalla Camera arbitrale in cui e’ quest’ultima a designare il presidente. Ebbene le tariffe moralizzatrici stabilite nel 2000 valgono solo per questo secondo tipo, che sara’ senz’altro residuale. Per quelli liberi si prevede l’aggiornamento delle tariffe con un futuro decreto.
Accordo quadro. Il Testo unico recepisce questo nuovo istituto proveniente dall’Unione europea senza porre limiti. In pratica si tratta di un contratto a contenuto «variabile» concluso con uno o piu’ imprenditori ai quali la stazione appaltante si lega, anche per quattro anni. Senza fare piu’ appalti.
Appalto integrato. Cade anche un altro dogma della legge Merloni, pensato per mettere le amministrazioni al riparo dal rischio di varianti: la rigida separazione tra la fase della progettazione e quella dei lavori. Diventa sempre possibile appaltare insieme progetto ed esecuzione. In questo caso ora e’ consentito ribassare anche sulla quota della progettazione.
Progetti senza gara. La fascia sale da 100mila a 154ntila euro. Un’ulteriore fetta della progettazione e’ destinata a sfuggire al mercato. Fino al 2002 questa stessa soglia era ferma a 40mila euro.
Il Testo unico De Lise nasce da una delega contenuta nella legge Comunitaria 2004 concessa per recepire le nuove direttive sugli appalti. Per ora e’ solo una bozza, preparata dagli esperti. Adesso si apre la fase di verifica politica sui contenuti.
Il tempo, però, stringe: la scadenza del recepimento (31 gennaio) è ormai irraggiungibile. Ma per ridurre al massimo il periodo di vuoto normativo non sono escluse forzature dei tempi di discussione.
Valeria Uva
Il Sole 24 Ore
