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Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia. ISSN 2498-9916 Direttori: Avv. Francesco Barchielli e Avv. Ilaria Mannelli
Risposte Vincolo paesaggistico

Gli interventi di ristrutturazione edilizia che non hanno incidenza sull'aspetto esteriore dei luoghi devono ottenere l'autorizzazione paesaggistica?

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Urbanistica Italiana Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia · ISSN 2498-9916

Gli interventi di ristrutturazione edilizia che non hanno incidenza sull'aspetto esteriore dei luoghi devono ottenere l'autorizzazione paesaggistica?

Domande e risposte: Ristrutturazione ed autorizzazione paesaggistica · francesco · 18 maggio 2005

Premassima

Gli interventi di ristrutturazione edilizia che non hanno incidenza sull'aspetto esteriore dei luoghi devono ottenere l'autorizzazione paesaggistica?

Testo integrale

Nel nostro ufficio è sorta una ricorrente questione e cioè se interventi di ristrutturazione edilizia devono essere sempre soggetti al procedimento di autorizzazione paesaggistica.

In particolare gli interventi che non hanno incidenza sull'aspetto esteriore dei luoghi devono soggiacere a questo procedimento?

In particolare gli interventi che non modificando i prospetti e le sagome dei tetti, ma si concentrano in nuove distribuzione interna con cambio di destinazione, devono soggiacere al procedimento di autorizzazione paesaggistica?

Vorremmo sapere, oltre al Vostro parere, se siete a conoscenza di sentenze di TAR e di CdS.

Comune di XXX

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Gli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica sono espressamente individuati dall’art. 149 del D.lgs 42/2004 (“Codice dei beni culturali e del paesaggio”), il quale sancisce che ”[…] non è comunque richiesta l’autorizzazione prescritta dall’articolo 146, dall’articolo 147 e dall’art. 159:
a) per interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici […]
”.

Tale disposizione (analoga all’art. 82, comma 12, del D.P.R. n. 616/77) non esclude dall’obbligo di acquisire l’autorizzazione paesaggistica gli interventi di ristrutturazione edilizia, per il quali, pertanto, è sempre necessario ottenere il nulla-osta ambientale.

Ciò del resto si spiega agevolmente se si considera che gli interventi di ristrutturazione edilizia generalmente incidono sul carico urbanistico dell’area, potendo modificare la volumetria, il prospetto, la superficie, la sagoma e la destinazione d’uso dell’immobile (T.A.R. Campania Napoli, Sezione IV, n. 1153 del 2003).

Dalla possibile modificazione del carico urbanistico della zona discende la necessità di richiedere la connessa autorizzazione paesaggistica, posto che anche un semplice mutamento di destinazione d’uso con opere sarebbe di per sé idoneo ad alterare i valori paesaggistici dell’area, non essendo ininfluente che in un’area vincolata si trovi un immobile adibito ad attività commerciale piuttosto che ad uso abitativo.

Non risulta sussista giurisprudenza contraria al riguardo. Si deve semmai osservare come anche la meno complessa manutenzione ordinaria (libera in materia edilizia) possa andare soggetta ad autorizzazione paesaggistica qualora comporti un alterazione dello stato dei luoghi o dell’aspetto esteriore degli edifici.

Il problema prospettato si deve semmai porre a monte della questione, contenendo il ricorso alla ristrutturazione edilizia ai soli casi in cui se ne ravvisino gli estremi.

Devono infatti qualificarsi come interventi di ristrutturazione edilizia soltanto quelli che in effetti si presentano come tali, ai sensi dell’art. 79 della legge regionale toscana n. 1/2005, in quanto “rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente”.

Qualificando correttamente gli interventi si riuscirà certamente a trovare ragionevole il disposto normativo che richiede l’autorizzazione paesaggistica anche per la ristrutturazione edilizia.

Dott. Francesco Barchielli

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