Inquinamento in genere
248 articoli su questo argomento.
Il fatto che la curatela abbia la disponibilità giuridica dell'area inquinata non è sufficiente per imporre alla medesima l'adempimento di obblighi gravanti sull'impresa fallita
T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, 9 gennaio 2013
A carico del proprietario dell'area inquinata, che non sia altresì qualificabile come responsabile dell'inquinamento, non incombe alcun obbligo di porre in essere gli interventi in parola, ma solo la facoltà di eseguirli per mantenere l'area interessata libera da pesi
T.A.R. Toscana, Sezione II, 19 ottobre 2012
Sulla responsabilità per colpa di cui all'art. 192 del d.lgs. n. 152/2006
T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, 11 settembre 2012
Nell'ipotesi di mancata esecuzione degli interventi ambientali da parte del responsabile dell'inquinamento, ovvero di mancata individuazione dello stesso – e sempreché non provvedano né il proprietario del sito, né altri soggetti interessati – le opere di recupero ambientale sono eseguite dalla P.A. competente
T.A.R. Toscana, Sezione II, 28 agosto 2012
Il decreto di recepimento della determinazioni conclusive della conferenza di servizi decisoria relativa ad un sito di bonifica di interesse nazionale costituisce un mero atto di gestione, di competenza dirigenziale e non del Ministro.
Altre questioni
- Il proprietario, ove non sia responsabile della violazione, non ha l'obbligo di provvedere direttamente alla bonifica
T.A.R. Toscana, Sezione II, 2 agosto 2012
Sulla responsabilità per colpa di cui all'art. 192 del d.lgs. n. 152/2006 tutte le volte in cui vi sia un comportamento negligente
T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, 12 luglio 2012
T.A.R. Campania NA
Inquinamento in genere
Ambiente e legittimazione a ricorrere
Riservato agli abbonati
La circostanza che la pubblica amministrazione non sia ancora riuscita a determinare l'effettiva responsabilità dell'inquinamento non può valere ad impedire e rendere illegittima l'adozione delle misure necessarie per procedere alla decontaminazione del sito.
Altre questioni
- Sulle aziende che subentrino, fisicamente o giuridicamente ad un'altra, e sulla possibilità o meno da parte lori di invocare il fatto che l'inquinamento sia ascrivibile a precedenti attività sul sito.
- e altre 1 questioni
T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, 2 luglio 2012
T.A.R. Lazio RM
Ambiente e legittimazione a ricorrere
Inquinamento in genere
Riservato agli abbonati
Sulla modifica inserita nell'art. 7 del d.lgs. n. 152/2006, dall'art. 2 del c.d. “terzo correttivo” in materia ambientale, resasi necessaria in ragione del fatto che tale decreto ha inserito, nella Parte Seconda del d.lgs. n. 152 del 2006, il nuovo Titolo III bis, nel quale è contenuta la disciplina dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA),…
Altre questioni
- Sulle acque di scarico escluse dall'applicazione della disciplina sui rifiuti
T.A.R. Lazio Roma, Sezione II, 12 giugno 2012
Se l'impianto da sostituire ha già uno scarico esterno, che non raggiunge il tetto dell'edificio, è possibile conservare tale configurazione senza realizzare lo scarico a tetto, purchè si adotti un generatore di calore che soddisfi determinate caratteristiche
Consiglio di Stato, Sezione V, 29 dicembre 2011
L'art. 216 r.d. 27 luglio 1934 n. 1265, nel prescrivere che le industrie insalubri di prima classe devono essere isolate dalle campagne e tenute lontane dall'abitazione, non fissa specifiche distanze.
Altre questioni
- Il comune (che non possiede né strumenti né competenze per accertare “in proprio” le condizioni sanitarie di una industria insalubre) non può discostarsi dal parere negativo reso dall'Autorità sanitaria.
- e altre 3 questioni
Consiglio di Stato, Sezione IV, 15 dicembre 2011
A differenza di altri materiali (es. lana di roccia che notoriamente conteneva asbesto), l'OMS dell'ONU non riporta affatto la lana di vetro tra le fibre pericolose
Consiglio di Stato, Sezione IV, 11 novembre 2011
Sulla sostituzione/spostamento di un traliccio per impianti televisivi
T.A.R. Campania Napoli, Sezione VI, 9 novembre 2011
L'attività istruttoria del procedimento di bonifica deve prevedere la partecipazione del soggetto interessato.
Altre questioni
- Sugli elementi dai quali desumere l'esistenza del nesso di causalità tra l'inquinamento accertato e le attività del singolo
T.A.R. Lombardia Milano, Sezione I, 6 luglio 2011
Una normativa regionale che, essendo preordinata al solo scopo di contenere l'inquinamento luminoso ed il risparmio energetico, pone dei limiti massimi quanto alle caratteristiche di resa cromatica, ovviamente nel rispetto delle soglie minime di sicurezza stabilite dalla norma UNI 11248, non contrasta con la normativa europea
Consiglio di Stato, Sezione V, 20 giugno 2011
Sulla possibilità o meno da parte della Provincia, titolare di funzioni di vigilanza e controllo in materia di fonti di emissioni in atmosfera, di disporre l'utilizzo di questionari, check list, autovalutazioni o autocertificazioni da parte dei titolari delle autorizzazioni
T.A.R. Veneto, Sezione III, 14 giugno 2011
Sulla richiesta di risarcimento del danno per l'aumento di emissioni inquinanti conseguenti all'intenso traffico veicolare
T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, 9 giugno 2011
Il proprietario dell'immobile, pur incolpevole, non è immune da ogni coinvolgimento nella procedura relativa ai siti contaminati e dalle conseguenze della constatata contaminazione.
Altre questioni
- In assenza di individuazione del responsabile ovvero di impossibilità di questi a far fronte alle proprie obbligazioni – il costo degli interventi gravi sulla collettività.
- e altre 1 questioni
T.A.R. Lazio Roma, Sezione I, 14 marzo 2011
Nell'ipotesi di bonifica di Siti di Interesse Nazionale, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare resta il soggetto principale del procedimento e la partecipazione del Ministero dello Sviluppo Economico si sostanzia, invece, nell'espressione di un parere obbligatorio.
Altre questioni
- Sulla conferenza di servizi decisoria e sull'art. 14-ter, comma 6-bis, legge n. 241/90 ove recita che la conclusione del procedimento deve avvenire con determinazione “motivata” dell'Amministrazione procedente.
- e altre 2 questioni
T.A.R. Toscana, Sezione II, 22 dicembre 2010
Sulla possibilità di individuare l'autore dell'inquinamento del sito tramite indizi gravi e precisi e concordanti
T.A.R. Toscana, Sezione II, 27 ottobre 2010
Corte di Giustizia
Inquinamento in genere
Principio “chi inquina paga” – Direttiva 2004/35/CE – Responsabilità ambientale – Applicabilità ratione temporis – Inquinamento anteriore alla data prevista per il recepimento di detta direttiva e proseguito dopo tale data – Normativa nazionale che imputa i costi di riparazione dei danni connessi a detto inquinamento a una pluralità di imprese – Requisito del comportamento doloso o colposo –…
Corte di Giustizia UE, 9 marzo 2010
La disposizione contenuta nell'art. 216 T.U.L.S., riguardo alle industrie insalubri, va “storicizzata”, visto che la stessa è stata adottata in epoca antecedente l'entrata in vigore della legge urbanistica fondamentale, quando non esisteva il concetto di zonizzazione del territorio comunale
T.A.R. Marche, Sezione I, 20 aprile 2010
Sul “sospetto di inquinamento” e sulla possibilità o meno di interdire l'uso agricolo del suolo
T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, 26 febbraio 2010
L'obbligo di bonifica è posto in capo al responsabile dell'inquinamento, mentre il proprietario non responsabile dell'inquinamento o altri soggetti interessati hanno una mera “facoltà” di effettuare interventi di bonifica
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, 17 dicembre 2009