Salta al contenuto principale
Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia. ISSN 2498-9916 Direttori: Avv. Francesco Barchielli e Avv. Ilaria Mannelli
Consiglio di Stato Condono edilizio Riservato agli abbonati

Sulla procedimentalizzazione della dinamica amministrativa del condono introdotto dall'art. 32 del d.l. n. 269/2003: trascorsi circa otto anni dalla data nella quale il privato ha introdotto le domande di condono ai sensi della l.n. 326/2003, senza che nel frattempo il Comune abbia formulato rilievi critici formali ed espressi in ordine alle innovazioni apportate dallo stesso, è possibile ritenere corretto il comportamento dell'ente locale che, in fine, si esprima nel senso della non sanabilità dell'immutazione edilizia (i.e., mero cambio di destinazione d'uso dei locali, da non abitativo ad abitativo)?

Scarica il PDF Pubblicato il 26 novembre 2016

Condividi questo articolo

Urbanistica Italiana Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia · ISSN 2498-9916

Sulla procedimentalizzazione della dinamica amministrativa del condono introdotto dall'art. 32 del d.l. n. 269/2003: trascorsi circa otto anni dalla data nella quale il privato ha introdotto le domande di condono ai sensi della l.n. 326/2003, senza che nel frattempo il Comune abbia formulato rilievi critici formali ed espressi in ordine alle innovazioni apportate dallo stesso, è possibile ritenere corretto il comportamento dell'ente locale che, in fine, si esprima nel senso della non sanabilità dell'immutazione edilizia (i.e., mero cambio di destinazione d'uso dei locali, da non abitativo ad abitativo)?

Consiglio di Stato, Sezione VI, 16 novembre 2016 · bovicelli · 26 novembre 2016

Premassima

a) Sulla procedimentalizzazione della dinamica amministrativa del condono introdotto dall'art. 32 del d.l. n. 269/2003: trascorsi circa otto anni dalla data nella quale il privato ha introdotto le domande di condono ai sensi della l.n. 326/2003, senza che nel frattempo il Comune abbia formulato rilievi critici formali ed espressi in ordine alle innovazioni apportate dallo stesso, è possibile ritenere corretto il comportamento dell'ente locale che, in fine, si esprima nel senso della non sanabilità dell'immutazione edilizia (i.e., mero cambio di destinazione d'uso dei locali, da non abitativo ad abitativo)?

b) Il fatto che il Comune abbia chiesto al privato integrazioni documentali a fini istruttori è sufficiente a far ritenere che l'ente locale abbia validamente tenuta “aperta” la pratica di condono nel corso degli anni?

La massima e il testo integrale sono riservati agli abbonati

Qui sopra hai letto la premassima. La massima, il commento della redazione e i documenti allegati sono riservati a chi ha un abbonamento in corso a Urbanistica Italiana.

Sei già abbonato? Entra con le tue credenziali

Non hai ancora un account? Registrati.

Poni un quesito su questa materia

Il quesito è un servizio riservato agli abbonati. La redazione risponde e, se il quesito è di interesse generale, lo pubblica in forma anonima insieme alla risposta. È gratuito e non ci sono limiti di numero.

Oggetto: Sulla procedimentalizzazione della dinamica amministrativa del condono introdotto dall'art. 32 del d.l. n. 269/2003: trascorsi circa otto anni dalla data nella quale il privato ha introdotto le domande di condono ai sensi della l.n. 326/2003, senza che nel frattempo il Comune abbia formulato rilievi critici formali ed espressi in ordine alle innovazioni apportate dallo stesso,…

Per inviare un quesito serve un abbonamento attivo.

Sullo stesso argomento

Vedi tutti →

Formula un quesito alla redazione

I quesiti li fanno gli abbonati. La redazione risponde a quelli che ritiene di interesse, compatibilmente con i carichi di lavoro: la risposta non è assicurata.

Scopri come funziona →