La stalla non diventerà una villetta.
Premassima
a) La stalla non diventerà una villetta.
b) Pugno duro della Regione contro trucchi e scappatoie - 06.09.2004
Testo integrale
La giunta regionale ha varato il disegno di legge applicativo del condono edilizio, «un provvedimento - ha spiegato il presidente Claudio Martini - coerente con la nostra battaglia contro il merito e il metodo del condono e che abbiamo messo a punto solo in seguito alla sentenza della Corte costituzionale. Per questo, abbiamo approvato una legge molto più restrittiva e molto più onerosa di quanto prevedeva il condono edilizio varato dal governo».
Claudio Martini ha spiegato la filosofia guida che ha ispirato la legge toscana. «La nostra è stata una scelta di grande rigore e coerenza. Abbiamo escluso - ha detto - dalla legge applicativa del condono le nuove costruzioni, le opere realizzate nelle aree demaniali di qualunque tipo, oppure in contrasto con le destinazioni d’uso o i piani regolatori o comunque sottoposte a vincoli di qualsiasi genere. Le nostre norme sono le più rigorose tra quelle in via di predisposizione nelle varie regioni italiane. Ci siamo anche preoccupati, istituendo un vincolo sulle destinazioni d’uso, che edifici ad uso agricolo non possano essere trasformati in residenziali». L’assessore regionale all’Urbanistica Riccardo Conti ha tenuto a ricordare che il disegno di legge introduce delle «norme a tempo e che, scaduti i termini, l’unica via per ottenere una sanatoria è quella già da tempo prevista dalle norme regionali che, comunque, restano in vigore». Entro il 10 novembre verranno varati i sette articoli di cui si compone il disegno di legge sul condono. A quel punto, per i cittadini toscani ci sarà tempo fino al 10 dicembre per presentare la domanda per sanare gli abusi commessi entro il 31 marzo 2003. Una domanda, ha tenuto a precisare Riccardo Conti, che dovrà essere ripresentata - se conforme alle nuove regole regionali - anche dai pochi toscani che finora avevano voluto approfittare del condono nazionale.
Le uniche novità, rispetto a quanto anticipato dal «Tirreno» nei giorni scorsi, riguardano il mantenimento della destinazione d’uso per vent’anni degli edifici ad uso agricolo per i quali si è usufruito del condono. In questo modo, si è voluto impedire che si potesse aggirare di fatto la norma che limita a 100 metri cubi il limite massimo di ampliamento per edifici abitativi. Lo stesso limite, poi, è stato esteso anche agli altri immobili comunque ubicati nei centri urbani. In questo caso, si è voluto impedire che il condono da 300 metri cubi possa essere utilizzato da un albergo o da un laboratorio artigianale che poi, una volta ampliata al massimo la volumetria, possa chiedere di adibire i locali a fini residenziali. Viene invece confermato (vedi scheda a parte) il limite di 300 metri cubi per gli immobili non residenziali costruiti nelle aree produttive attrezzate.
Messo a punto il provvedimento, che evidentemente ha convinto anche i Verdi che avevano sollevato delle perplessità, iniziano le procedure per giungere all’approvazione del provvedimento entro il 10 novembre. A quella data, infatti, nelle regioni che non si saranno munite di una normativa applicativa entrerà in vigore a tutti gli effetti la legge nazionale sul condono edilizio, una legge che consente di sanare anche gli edifici di nuova costruzione e permette ampliamenti di volumetria di 750 metri cubi per tutte le tipologie di fabbricato.
Carlo Bartoli (www.regione.toscana.it)
