Sulla necessità di distinguere, da un lato, il “decoro architettonico” dell'edificio che trova disciplina solo nell'art. 1120, 2° comma, c.c. ed è rimesso ai rapporti condominiali e, dall'altro, la disciplina edilizia ed urbanistica, rispetto alla quale il riferimento dell'art. 10, lettera c), del D.P.R. 380/2001 a sagoma e prospetti non può estendersi, alla stregua di un criterio di ragionevolezza, proporzionalità e sussidiarietà dell'intervento pubblico autoritativo, agli interventi minori esterni all'edificio
Premassima
Sulla necessità di distinguere, da un lato, il “decoro architettonico” dell'edificio che trova disciplina solo nell'art. 1120, 2° comma, c.c. ed è rimesso ai rapporti condominiali e, dall'altro, la disciplina edilizia ed urbanistica, rispetto alla quale il riferimento dell'art. 10, lettera c), del D.P.R. 380/2001 a sagoma e prospetti non può estendersi, alla stregua di un criterio di ragionevolezza, proporzionalità e sussidiarietà dell'intervento pubblico autoritativo, agli interventi minori esterni all'edificio
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